La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne

La lettera scarlatta (The Scarlet Letter) è stato scritto da Nathaniel Hawthorne e pubblicato nel 1850 ed è un classico della letteratura statunitense.
Ambientato nella Nuova Inghilterra (oggi Massachussets) puritana e retrograda del 1600, racconta la storia di Hester Prynne che ha una figlia frutto dell’adulterio, che la costringe a vivere nel pentimento e nel peccato con una grande A ricamata sul petto.

Le frasi da evidenziare:

Il reverendo Wilson: “… è contrario alla natura di una donna il costringerla a rivelare i segreti del suo cuore alla luce del giorno e alla presenza della folla.”

Il reverendo Dimmesdale a Hester: “Il Cielo ti ha concesso una pubblica espiazione che tu puoi mutare in un aperto trionfo sul male che è in te e sul dolore che ti opprime. Non negare a lui il calice amaro, ma salutare, che è stato offerto alle tue labbra e che forse egli non ha la forza di afferrare con le sue mani!”

Il medico da una medicina a Hester: “Bevi! Non avrà forse lo stesso effetto di una coscienza tranquilla, ma quella non posso dartela.”

Roger Chillingworth: “Credimi, Hester, sia nel mondo esterno sia in quello dell’anima, vi sono poche cose che possono restare nascoste a colui che si dedica con energia e volontà alla soluzione di un mistero.”

RIferito a Hester: “Il suo peccato, la sua ignominia erano le radici che la tenevano avvinta a quel luogo; era come se un’altra nascita, più forte della prima, avesse tramutato per lei quella foresta inospitale e selvaggia in una seconda patria. […] La catena che la teneva legata a quel luogo era una catena di ferro che le straziava l’anima, ma romperla le era impossibile.”

“I giovani sono troppo poco abbarbicati alla terra per darsi pensiero della vita, e i santi, che camminano con Dio per le vie del mondo, preferirebbero trovarsi con lui sul suolo benedetto della NUova Gerusalemme.”

Chillingworth al reverendo DImmesdale: ” Vorresti forse farmi credere, mio saggio e pio amico, che, per la gloria di DIo e il bene degli uomini, una falsa apparenza sia da preferire alla verità che Dio ama?”. “Può darsi.”

Roger Chillingworth: “Colui che conosce solo il male fisico non conosce talvolta che la metà di quel male che è chiamato a curare. La malattia del corpo, il male che si vede, non è spesso che il riflesso di un male morale.”

“Una vita dominata dalla menzogna è condannata a soffocare la realtà di tutto ciò che ci circonda e che il Cielo ci ha dato per la gioia dello spirito. Per colui che mente, tutto l’universo è falso, si trasforma in un mondo fantasmagorico che sfugge a qualsiasi tentativo di comprensione, ed il mentitore stesso, che si mostra sotto una falsa luce, diventa un’ombra, o meglio, cessa di esistere.”

“La natura umana, quando non siano in gioco i suoi interessi, è più portata all’amore che all’odio, e l’odio si va, a poco a poco, trasformando in amore quando vengono a mancare o non si riaccendano i motivi di ostilità.”

“La folla è dispotica per temperamento: essa sa anche negare un giusto riconoscimento che le sia chiesto imperiosamente, ma spesso, come tutti i tiranni, dà più del dovuto quando si faccia appello alla sua generosità.”

“Anche per la più felice delle donne valeva la pena di vivere? Per quanto la riguardava, aveva già da tempo risposto negativamente a questa domanda. Ogni tendenza alla speculazione, sia negli uomini che nelle donne, conferisce calma allo spirito, ma, nello stesso tempo, ingenera tristezza perché fa balenare innanzi agli occhi di chi riflette una speranza irraggiungibile. Come primo passo, tutto il sistema della società dovrebbe essere distrutto e ricostruito, poi bisognerebbe modificare la natura del sesso maschile, o, se non la natura, quella consuetudine ereditaria che è divenuta quasi una seconda natura: solo allora le donne potrebbero conquistare una condizione di vita sopportabile. Ma, superate tutte le altre difficoltà, le donne non potrebbero trarre vantaggio da simili riforme, se non si sottoponessero a un radicale cambiamento nel quale quel che di etereo che rappresenta la loro sostanza più vera, sarebbe destinato a scomparire.”

“Attorno a loro l’oscura foresta mormorava al vento che l’accarezzava. I rami si agitavano ed i vecchi alberi parlavano fra di loro, come se si raccontassero la triste storia di quella coppia seduta ai loro piedi o vaticinassero ciò che sarebbe avvenuto.”

“L’amore, sia quando nasce, sia quando si desta da un letargo che è sembrato mortale, riempie il cuore di una luce che si riflette sul mondo circostante.”

” È un curioso oggetto id studio osservare se, in fondo, odio e amore non siano la stessa cosa. Ognuno di essi, nei suoi sviluppi, presuppone un alto grado di conoscenza del cuore umano, ognuno fa dipendere la vita affettiva e spirituale di un essere da un altro essere; ognuno fa sì che chi ama appassionatamente e chi non meno appassionatamente odia, si senta derelitto e abbandonato quando venga a mancare l’oggetto del suo odio o del suo amore.”

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