L’odore della notte di Andrea Camilleri

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L’odore della notte è un romanzo poliziesco di Andrea Camilleri pubblicato dall’editore Sellerio nel 2001.

Montalbano si interessa di un caso diverso dal solito riguardante un mago della finanza che sembra essere scappato coi soldi che i cittadini di Vigata gli avevano affidato.

Ecco cosa ho sottolineato:

” Oggi come oggi nisciuna pausa può essere concessa in questa sempre più delirante corsa che si nutre di verbi all’infinito: nascere, mangiare, studiare, scopare, produrre, zappignare, accattare, vendere, cacare, morire. Verbi all’infinito però dalla durata di un nanosecondo, un vìdiri e svìdiri. Ma non c’era stato un tempo nel quale esistevano altri verbi? Pensare, meditare, ascoltare e, perché no?, bighellonare, sonnecchiare, divagare?”

“Non c’è telegiornale che non ti tempesti con la Borsa, il Nasdaq, il Dow Jones, il Mibtel, la Minchiatel… La gente s’impressiona, non ci capisce niente, sa che si rischia ma che si può guadagnare e si getta tra le braccia del primo imbroglione che passa.”

“Oltre alle frasi fatte, ai luoghi comuni, lo irritavano le botte di psicoanalisi spicciola alle quali spesso e volentieri Livia si lasciava andare. Quella psicoanalisi da pellicola americana, dove putacaso uno ammazza a cinquantadue pirsone e poi si viene a scoprire che la scascione era dovuta al fatto che al serial killer il patre, un giorno, quann’era picciliddro, gli aveva negato la marmellata.”

Mimì Augello: “COme salute starei bene” disse. “Il problema è un altro.”
“Il problme a, in politica, in economia, nel pubblico e nel privato, da qualche tempo a questa parte è sempre un altro” pensò Montalbano. ” Uno dice: ´Ci sono troppi disoccupati`e il politico di turno risponde ´vede, il problema è un altro`.”

“Parlando della sua famiglia, il filosofo a un certo punto diceva: ´Quando si diventa vecchi, contano più gli affetti che i concetti`.
Il pititto gli passò di colpo. Se per un filosofo arrivava il momento che la speculazione vale meno di un affetto, quanto può valere per uno sbirro sul viale del tramonto un’indagine di polizia? Questa era la domanda implicita che Livia gli rivolgeva mandandogli quel pezzo di giornale. E, a malincuore, dovette ammettere che non c’era che una sola risposta: forse un’indagine vale meno di un concetto.”

Il professor Tommasino:” Non ho ralogio, di giorno mi regolo col sole; quand’è scuro, con l’odore della notte: ho una specie di segnatempo naturale, inserito dintra al mio corpo”.
“Ha detto l’odore della notte?”
“Sì. A seconda dell’ora, la notte cangia odore”.

“Come in tutti romanzi, via via che lo si scrive, i fatti possono pigliare una strata diversa e arrivare a conclusioni non pensate.”

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