Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban. CAP 20 e 21: Il bacio dei Dissennatori e Il segreto di Hermione

Abbiamo lasciato la nostra “allegra” combriccola mentre si avvia verso il castello, attraverso lo scomodo tunnel che collega la stamberga strillante al salice schiaffeggiante.
In testa abbiamo Grattastinchi. Ci sono poi Ron, con una gamba rotta, ammanettato a Pettigrew, a sua volta ammanettato a Lupin. C’è Piton svenuto e fluttuante, portato in malo modo da Sirius Black. Dietro a tutti ci sono Hermione Harry.
Abbiamo un piccolo momento dolcezza, in cui Sirius invita Harry a stare con lui quando tutto questo sarà finito. Credo che questo momento per Harry sia il più felice della sua vita, non trovate? Il pensiero di stare con qualcuno che gli voglia bene e che gli possa raccontare un sacco riguardo i suoi genitori, deve farlo volare al settimo cielo!

Poteva andare tutto bene? Ma ovviamente no!
La Luna Piena esce nel cielo in tutto il suo splendore e Lupin, che non ha preso la pozione solo per quella sera, si inizia a trasformare. È un disastro: Black si trasforma a sua volta per contrastare il lupo mannaro e si allontanano verso la foresta. Pettigrew ne approfitta trasformandosi in topo e scappa.

Harry e Hermione invece di portare i rimanenti feriti al castello, decidono di vedere come sta Sirius e li incontrano: decine di Dissennatori si avventano dall’alto sui 3. Sembra che non ci sia via di scampo, sentono il gelo tutt’attorno, i freddi guardiani si scoprono il volto orrorifico per calare il loro bacio della morte su Harry, Hermione e Sirius. Harry prova a creare un Patronus ma è troppo debole. Però, come per miracolo qualcosa accade, una luce argentea fa fermare i Dissennatori e, d’improvviso è tutto buio.

Ho voluto unire questi due capitoli per dare un senso di continuità a quest’ultima parte del libro.
Vediamo, infatti, ora Harry in infermeria con Hermione e il povero Ron, che per fortuna sta bene.
In sottofondo si sentono il Ministro della Magia parlare con Piton: scopriamo che Piton riesce a rinsavire, dopo la trasformazione di Lupin e Black, segue i rumori nella foresta e trova Sirius, Harry e Hermione privi di sensi (quindi non è stato lui a mandare via i DIssennatori) e porta tutti al castello. Ovviamente, vorrebbe che Harry venisse espulso, sappiamo cosa pensa di lui, anche se comunque l’ha salvato, ecco.
Sirius è nella Torre Nord con Silente e sta per ricevere il bacio dei Dissennatori. Sembra ormai essere la fine.
Harry prova a fare quello che può per convincere Ministro e Piton, ma chi crede a un ragazzino di 13 anni? È la sua parola contro quella di un professore, Potrebbe esserci Lupin, ma al momento è da qualche parte nella foresta e non so quanto potrebbe essere credibile un lupo mannaro amico di Black.

Ma, arriva Silente, che col suo fare misterioso e quasi da onniscente (sembra sempre sapere ogni cosa anche senza parlare con tutti) dice a Hermione e Harry che crede loro ma non hanno prove. Quindi è tempo di muoversi per cercare di salvare più di una vita.
Io a questo punto ho pensato li facesse arrampicare su per la Torre Ovest per far scappare Sirius da una finestra!
E invece, eccolo, il viaggio nel tempo! Si spiega anche tutta la stranezza di Hermione durante l’anno scolastico.
La giratempo è quindi un oggetto che può diventare molto pericoloso nelle mani sbagliate. Pensate cosa potrebbe farne un mago oscuro! E invece la McGonagall la fa avere a Hermione come se niente fosse, così può sgobbare il triplo degli altri. Fan-ta-vo-lo-so.
Insomma, nei viaggi del tempo in questo mondo vigono le classiche regole: non cambiare il corso del tempo, non farsi vedere in generale, e, in particolare, non farsi vedere da se stessi. Regola che prontamente Harry infrange.
Pronti? Adesso si fa lunga e complicata.

Quindi, i due si ritrovano all’ingresso della scuola tre ore prima. È il momento in cui Harry, Ron e Hermione col mantello dell’invisibilità vanno da Hagrid per cercare di capire cosa possono fare per Fierobecco.
Harry2 e Hermione2 (chiamiamo così quelli del futuro) capiscono che quello che devono fare è liberare Fierobecco e farlo scappare insieme a Sirius Black. Quindi li seguono ma si nascondono all’entrata della foresta e aspettano che arrivino gli adulti e che vedano che Fierobecco è nel campo di zucche. Appena questi rientrano nella capanna di Hagrid, Harry2 corre a prendere FIerobecco e a portarlo nella foresta.
Appena vede che è scomparso, il boia che doveva giustiziarlo si arrabbia e dà un colpo di mannaia alla staccionata e HAgrid ulula di gioia. Ricordate che si sentono gli stessi suoni quando abbiamo pensato che Fierobecco fosse stato giustiziato?
Nel frattempo Harry, Hermione e Ron stanno tornando al castello (sempre sotto il mantello) e inizia il tira e molla con Crosta, lo ricordate? Da lì inizia l’avventura con Black che tira Ron dentro il salice, tutti li seguono. Poi arriva Lupin e, infine, Piton che prende anche il mantello.
Harry2 e Hermione2 stanno guardando la scena dalla foresta. Devono aspettare.
Ecco, che riappaiono tutti dal salice e inizia la trasformazione di Lupin. Harry2 e Hermione2 con FIerobecco si rintanano di corsa nella capanna di Hagrid vuota.
Qui Harry2 dice a Hermone2 quello che ha visto quando avevano i Dissennatori addosso: qualcuno ha creato un enorme Patronus per scacciarli e quel qualcuno gli è sembrato essere suo padre James. Benché siamo in un mondo magico, vediamo spesso che non si può ritornare dalla morte e, anche se si può fingere una morte, non credo che in questo caso la Rowling volesse fare doppietta. Insomma, già Pettigrew l’ha fatto, ecco. Non credo che James Potter spunterà vivo e vegeto.

Allora, Hermione2 e Harry2 aspettano che Sirius venga portato al castello per andare a liberarlo con FIerobecco. Nel frattempo Harry decide di avvicinarsi a Sirius, Harry e Hermione per vedere bene cosa succede (e per vedere suo padre) e finalmente si svela l’arcano: dopo che nessuno viene a salvare i tre in pericolo è Harry2 che crea un gran bel Patronus dall’aspetto di un cervo e li salva!
Quindi Harry aveva “semplicemente” visto Harry!
Il Patronus cervo è sicuramente un omaggio a suo padre, che da animagus poteva trasformarsi in cervo. Magia molto avanzata per un tredicenne, tra l’altro.

FInalmente Sirius viene portato al castello, quindi Harry2 e Hermione2 saltano in groppa a Fierobecco e volano davanti alla finestra di Sirius, che riesce a scappare in volo.

Ce l’ho fatta, ho spiegato tutto, ma spero di essere stata chiara!
Una considerazione: in questo mondo, quindi, tutto è già scritto. Il destino è prefisso. Dalle profezie della Trelawney che svelano il futuro (anche se fatte a singhiozzo), al viaggio nel tempo che ci svela come fosse già tutto successo (rumore di ascia, ululato di Hagrid, Patronus del cervo, Harry che vede Harry/James). In questo mondo la storia è già lì e va solo vissuta, non ti costruisci tu il tuo futuro, il tuo futuro è già pronto per te.
Vi piace questa idea? Io non ne sono sicura: sono affascinata dalla preveggenza, ma sono anche felice quando penso che io del mio futuro possa fare (o provare a fare) quello che voglio io e che niente sia già scritto.

Fatemi sapere nei commenti!

George Simenon: l’inizio del commissario Maigret

Apprezzo moltissimo il commissario creato da George Simenon, molto più umano di altri personaggi creati precedentemente e usato come spunto per tanti personaggi venuti dopo.

Jules Maigret è un omone alto e grosso, burbero ma molto tranquillo, che si prende il suo tempo per condurre le indagini. Nato in provincia da una famiglia basso borghese, si sposa con una donna adorabile e molto paziente, Louise, e arriva ad essere commissario a Parigi.
Cosa lo rende diverso? Più che cercare di scoprire “chi è stato”, cerca di capire i personaggi che si trova davanti. Esiste un “metodo Maigret”, che consiste nell’assenza di un metodo. Il commissario si abbandona alle sensazioni che gli vengono suggerite dall’ambiente e dalle persone, assorbendo nozioni fino a quando non ha un’intuizione.

Pensate che all’inizio George Simenon aveva progettato 19 romanzi con Maigret e, difatti, nel 19esimo, dal titolo”Maigret” (del 1934), il commissario è in pensione e viene richiamato per un’indagine dal nipote entrato nel frattempo in polizia. Ma la casa editrice prega Simenon di continuare e lui prosegue, quindi, a scrivere di Maigret fino al 1972.
75 romanzi e 28 storie brevi sono state scritte su questo particolare personaggio, ispirato ad un vero commissario di polizia francese, Marcel Guillaume, amico di Simenon.

Un’altra cosa che apprezzo molto in questi libri sono i viaggi che Maigret compie per le sue indagini, che ti trasportano per tutta la Francia e anche fuori. SI visitano paesini e città, bistrot, hotel, ristoranti. Si fuma la pipa, si beve una birra o un Calvados, si mangia zuppa di cipolle o blanquette di vitello.


Ho letto fino ad ora 7 romanzi con protagonista Maigret, tutti ambientati in posti diversi con il commissariato di polizia a Quai des Orfèvres come punto fermo:

  • Pietr il lettone 1931: primo romanzo in cui Maigret è il protagonista. A Parigi e Fecàmp.
  • Il cavallante della “Providence” 1931: un viaggio lungo i canali collegati alla Senna e le loro chiuse (più o meno nei pressi di Dizy)
  • Il defunto signor Gallet 1931: a Sancerre.
  • L’impiccato di Saint-Pholien 1931: a Brema, Parigi, Reims e Liegi.
  • Una testa in gioco 1931: a Parigi e Saint-Cloud
  • Il cane giallo 1931: a Concarneau
  • Il crocevia delle tre vedove 1931: a Arpajon e Parigi.

Non vedo l’ora di viaggiare di nuovo per la Francia con Maigret e la sua pipa. E voi?

Odore di chiuso di Marco Malvaldi

Odore di chiuso è un romanzo giallo storico pubblicato nel 2011 da Sellerio e scritto da Marco Malvaldi.

Trama: La storia è ambientata in Toscana, in quella che è oggi la provincia di Livorno, nel 1895. Abbiamo il castello di Roccapendente abitato da Romualdo Bonaiuti, settimo barone di Roccapendente, la sua famiglia e la servitù. Giungono in visita il famoso Pellegrino Artusi e un fotografo, il signor Ciceri.
Succede l’irreparabile: una mattina il maggiordomo Teodoro viene trovato morto in cantina. Arriva quindi il delegato Artistico ad indagare.

Pensieri: come al solito Marco Malvaldi mi fa scompisciare dalle risate e mi intrattiene anche con vivo interesse. È uno di quegli scrittori che si accultura molto riguardo quello che andrà a scrivere e sciolina la sua sapienza all’interno del libro.
È una lettura veloce e molto piacevole, quindi! La consiglio a tutti.

Frasi da sottolineare:

  • …in fondo siamo alla fine del 1800, e le persone famose sono note principalmente per quello che fanno e che dicono, e non per le loro sembianze che, solitamente, sono ignote o quasi.
  • …possono venire colera, tifo, inondazioni e collere divine, ma finché si pranza a mezzogiorno e si cena alle sette il mondo, per l’Artusi, è un posto dove non ci sono preoccupazioni tali da togliere il sonno.
  • Il delegato Artistico a un membro della famiglia:”Con tutto il rispetto, signorino Lapo, voi avete pagato i miei studi, non me. Io, come essere umano, non sono in vendita e le mie prestazioni possono essere remunerate, non comprate.”
  • Una delle maledizioni più comuni per gli uomini potenti è quella di avere un figlio scemo. Gli esempi storici si sprecano, con particolare evidenza nella politica, da Cromwell in poi: sarà perché quando sei potente non hai tempo da perdere dietro al tuo frugoletto, sarà perché se sei influente il tuo pargolo cresce viziato, ma capita non di rado che, a padre autorevole, succeda in linea ereditaria un figlio idiota.
  • Come dice il Giusti, il fare un libro è meno che niente, se il libro fatto non rifà la gente.
  • il morto non ha avuto il buon senso di passare a miglior vita per conto suo, ma è stato ridotto a cadavere da qualcun altro.
  • Un libro di cucina dovrebbe esser comprensibile a tutti, perché tutti noi mangiamo e abbiamo diritto di mangiar roba buona e cucinata bene; dovrebbe essere scritto in italiano, perché siamo italiani, e non in quel gergo francioso che viene inteso solo nelle regioni nordiche; e dovrebbe dare delle dosi, vivaddio, in grammi e in litri, che sono uguali per tutti, e non in once, mestolate o pizzichini o ombrette, quando si degnano di darti le dosi.
  • siamo nel 1895. Una donna, in questo momento, per l’opinione pubblica ha a malapena un’anima. Siamo in un’epoca in cui l’Italia sta prendendo forma, e le coscienze delle persone sono orientate alla politica con passione fervida. Sono anni in cui si discute di unità, costituzione, diritti e libertà. Purtroppo, sono passati appena due anni dal giorno in cui il primo paese al mondo – la Nuova Zelanda, quindi esattamente ai nostri antipodi – ha ammesso al voto anche le donne. Per votare, essendo italiana, la nostra Cecilia ne dovrà aspettare altri cinquantuno, ammesso che sopravviva al colera, a due guerre mondiali, e ai tre o quattro parti che presumibilmente la aspettano. Non può votare, e non può essere eletta.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. CAP 19: Il servo di Voldemort

Siamo in un momento critico in cui ci viene finalmente rivelata la verità. Che emozione! Non siete emozionati? Questo articolo è più esplicativo che di commento a caldo perché vorrei un po’ tirare le somme di questa storia assurda.

Piton arriva nel momento meno opportuno, ma alla fine lo fa a fin di bene. Crede che i ragazzi siano in peircolo, che Black voglia uccidere Potter e che il lupo mannaro Lupin CHE NON HA PRESO LA POZIONE sia un complice di Black.
Niente di più sbagliato a questo punto, ma non gliene farei una colpa, insomma, ci sono di mezzo anche dei pregiudizi dall’infanzia che ormai conosciamo e sappiamo che tra Piton e Black e Lupin non c’è mai stata stima.

Comunque, i ragazzi atterrano Piton, che stava per chiamare i dissennatori sia per Lupin che per Black, perché ci vogliono vedere chiaro. Vogliono capire tutto.
Quindi ecco che scopriamo che Black ha detto ai Potter di confidare il loro segreto a Pettigrew invece che a lui, perché sicuramente Voldemort avrebbe scelto subito Black da torturare e Black non voleva farsi scappare una parola.
Ma cosa succede? Pettigrew è già da tempo una spia dei mangiamorte e quando diventa il portatore del segreto, non se lo tiene mica per sé, lo va subito a dire a Voldemort, che va al nascondiglio dei Potter e sappiamo cosa succede.
A quel punto Black che va a controllare il nascondiglio di Pettigrew, non lo trova, va a controllare i Potter e trova una catastrofe (ricordiamo che Hagrid arriva alla casa dei Potter distrutta e vede che Black è lì. Black vorrebbe portare via Harry ma alla fine lo lascia ad Hagrid insieme alla sua moto). Allora parte alla ricerca di Pettigrew che era già pronto: si taglia un dito, arriva Black, Pettigrew gli urla contro come se Black fosse il colpevole e da dietro la schiena usa la bacchetta per provocare un’esplosione (che uccide anche dei babbani lì vicino).
Quindi il ministero ovviamente pensa che sia stato Black a uccidere Pettigrew e tutti i conoscenti sapevano che doveva essere Black il custode del segreto dei Potter.
E quindi, via diritto ad Azkaban per 12 anni.

Nel frattempo cosa succede? Crosta si rifugia presso una famiglia di maghi in veste di topo per tutti questi anni.
Quando il ministro della magia va in visita ad azkaban, lasciail giornale a Black che vede in prima pagina la foto dei Weasley al completo nel loro viaggio in Egitto e lo nota subito: il topo sulla spalla di Ron è Pettigrew, lo ha visto trasformarsi così tante volte! E poi gli manca un ditino!

Eccco quindi che riacquista forza, i suoi pensieri si fanno più lucidi e i dissennatori (che sono pure ciechi) non riescono a portarglieli via. Magro magro, si trasforma in cane e ha quindi pensieri diversi, che i dissennatori fanno fatica a percepire e sgattaiola via mentre gli servono da mangiare.

Mamma mia che storia! Ho dimenticato qualcosa?
Nel frattempo tutti credevano nella colpevolezza di Black e nella morte di Pettigrew, ma ora la situazione si ribalta.
Pettigrew si rivela in tutta la sua toposità e ammette tutto.
Black e Lupin vogliono ucciderlo ma Harry li ferma, sa che suo padre non vorrebbe che ci fosse un’altra morte e dice loro di darlo ai dissennatori. Il suo destino sarà Azkaban.

Mi piace vedere come cambia l’atteggiamento di Ron nei confronti del suo topo. Quando realizza è disgustato e si sente fortemente tradito e si offrwe di ammanettarsi a lui per non farlo scappare, nonostante abbia una gamba rotta.

Cosa pensate di questo capitolo? Solo 3 capitoli alla fine ragazzi!

(he)Art: Le grandi bagnanti di Paul Cézanne

Le grandi bagnanti – Paul Cézanne. Olio su tela (208×251 cm) realizzato nel 1895 e conservato nel Museum of Art di Filadelfia. Post-impressionismo.

Cézanne dedica al tema delle bagnanti un intero ciclo come fece anche Renoir.
Questa è la tela più grande mai realizzata dal pittore e ci lavorò per sette anni.
i suoi dipinti sulle bagnanti furono di ispirazione per altri artisti delle avanguardie come Picasso, Matisse e Braque.

L’incubo di Hill House di Shirley Jackson

L’incubo di Hill House (The Haunting of Hill House, 1959) è un romanzo gotico dell’orrore della scrittrice statunitense Shirley Jackson.

Il professore Montague vuole scrivere un libro sui fenomeni paranormali e come luogo di studio sceglie Hill House, una casa di 80 anni con una storia molto intensa. Lo accompagnano, Theodora, Eleanor (protagonista del libro) e Luke, futuro proprietario di casa.

Pensiero personale: romanzo che si legge tutto d’un fiato, non banale. Si presta a diverse interpretazioni (dalla suggestione data dal luogo lugubre e quindi la pura immaginazione dei fenomeni paranormali da parte dei ragazzi, alla distorsione dello spazio-tempo all’interno della casa che fa intrecciare quello che succede nel futuro a quello che succede nel passato) e mi piacciono tutte. Faccio fatica a comprendere il senso di alcuni dialoghi, forse bisogna avere conoscenze che non ho, o forse devono davvero essere strampalati.

Frasi da sottolineare:

  • Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni.
  • Quasi ogni cosa, colta di sorpresa o da un’angolazione bizzarra, può volgere uno sguardo profondamente burlesco su chi la osservi; persino un comignolo dispettoso, o un abbaino che sembra una fossetta possono suscitare nell’osservatore un senso di intimità; ma una casa arrogante e carica d’odio, sempre in guardia, non può che essere malvagia.
  • “Non avere sempre così paura” disse, e le sfiorò la guancia con un dito. “Non sappiamo mai da dove ci venga il coraggio”.
  • Senza dubbio vi sono luoghi ai quali si associa inevitabilmente un’atmosfera di virtù e santità; e dunque potrebbe non essere così azzardato dire che alcune case sono empie dalla nascita.
  • Adesso che la casa si è impadronita di noi, forse non ci lascerà più andare.
  • “Io credo che la casa stessa sia il male. Ha incatenato e distrutto la sua gente e le loro vite, è un luogo abitato dall’astio e dal rancore.
  • L’aspetto minaccioso del soprannaturale è che attacca la mente moderna dove è più debole, dove abbiamo rinunciato alla corazza protettiva della superstizione senza sostituirla con una difesa d’altro tipo.