8 film da guardare nelle calde sere estive

Come ci sono i libri che ci appassionano di più d’estate (i gialli a esempio), ci sono anche i film che d’estate si guardano con un occhio diverso.
Sono film che magari d’inverno non ci sogneremmo mai di vedere perché troppo romanticoni o troppo leggerini.

Questa è la mia personalissima lista di film da non perdersi in questo periodo caldissimo (in ordine di uscita):

  • A qualcuno piace caldo (1959), regia di Billy WIlder, con Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon.
    MiniTrama – Chicago 1929. Il sassofonista Joe e il contrabbassista Jerry, due musicisti di jazz squattrinati, vivono con scritture improvvisate. Rimasti senza lavoro dopo un’irruzione della polizia in un locale clandestino, sono testimoni involontari della strage di San Valentino. Braccati dalla gang esecutrice della strage, tentano di far sparire le proprie tracce travestendosi da due suonatrici di jazz, Josephine e Daphne, e partendo con un’orchestra femminile in trasferta in Florida. Durante il viaggio in treno conoscono Zucchero, bella cantante e suonatrice di ukulele col vizio dell’alcool, reduce da delusioni sentimentali e a caccia di un miliardario da sposare.
  • Il tempo delle mele (1980), regia di Claude Pinoteau, con Sophie Marceau.
    MiniTrama – Parigi. Vic Berreton è una ragazza di 13 anni che da poco frequenta le scuole superiori. Da subito fa nuove conoscenze e a una festa incontra il suo primo grande amore, Mathieu: prime emozioni, prime gelosie, primi conflitti generazionali con i genitori.
  • Sapore di mare 1 e 2 (1982 e 1983), regia di Carlo Vanzina, con Jerry Calà, Isabella Ferrari e Christian De Sica.
    MiniTrama – A Forte dei Marmi, nell’estate 1964, si incrociano le storie di diverse famiglie e dei loro figli, provenienti da diverse città italiane. Il seguito è ambientato l’anno seguente sempre a Forte dei Marmi.
  • Dirty Dancing (1987), regia di Emile Ardolino, con Patrick Swayze e Jennifer Grey.
    MiniTrama – Estate 1963, la famiglia Houseman si reca in vacanza nelle Catskill Mountains, presso un villaggio turistico. La figlia minore, detta Baby, 17 anni, durante la vacanza conosce Johnny Castle, il quale, insieme a Penny Johnson, lavora come maestro di ballo per gli ospiti dell’Hotel. Baby rimane affascinata e travolta dai ritmi del ballo e comincia a frequentare Johnny.
  • Edward mani di forbice (1990), regia di Tim Burton, con Johnny Depp e Winona Ryder.
    MiniTrama – Un’anziana signora racconta alla sua nipotina la storia di Edward Mani di Forbice, un ragazzo artificiale che ha delle forbici al posto delle mani. Il suo inventore era morto poco prima di poter completare Edward.
    Molti anni dopo la creazione di Edward, la rappresentante dei cosmetici Avon Peggy Boggs visita la villa gotica localizzata in cima alla collina della città, dove trova Edward tutto solo e isolato. Rendendosi conto che l’essere dalle dita taglienti è innocuo, Peggy decide di portarlo a casa sua nella radiosa cittadina dove vive.
  • Amiche per sempre (1995), regia di Lesli Linka Glatter, con Christina Ricci, Thora Birch.
    MiniTrama – Nel 1991 quattro amiche d’infanzia si rincontrano nella loro città natale, in occasione del parto di una di loro, e ricordano la loro ultima estate passata insieme nel 1970.
  • L’estate del mio primo bacio (2006), regia Carlo Virzì, con Laura Morante e Gabriela Belisario.
    MiniTrama – Estate 1987, la tredicenne Camilla Randone si innamora di Adelmo Franci, il ragazzo che pulisce la piscina della sua villa al mare nell’Argentario. Camilla crede che possa essere lui il ragazzo del suo primo vero bacio, che non ha mai dato.
  • La forma dell’acqua (2017), regia di Guillermo del Toro, con Sally Hawkins e Michael Shannon.
    MiniTrama – Baltimora, 1962. Elisa Esposito è una donna affetta da mutismo che lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo dove avvengono sperimentazioni a scopi militari. I suoi due unici amici sono la collega afroamericana Zelda e l’inquilino gay Giles, coi quali condivide una vita di solitudine ed emarginazione. Un giorno al laboratorio viene portata una creatura anfibia dall’aspetto umanoide: è stata catturata in un villaggio amazzonico, dove era oggetto di venerazione dagli indigeni locali. Elisa rimane affascinata dalla creatura e la incontra di nascosto, portandole del cibo e insegnandole a comunicare tramite la lingua dei segni americana.

BEne, cosa ne pensate di questi 8 (in realtà 9) film per l’estate? Sono, in realtà, film che mi hanno accompagnata durante l’infanzia, insieme a un ultimo capolavoro di Del Toro.

Quali sono per voi i film dell’estate?

Mettere ordine rilassa

Sarà perché sono della Vergine, sarà perché sotto sotto ho un’ossessione, quando vedo tutto in ordine, anche il mio cervello lo è.

Gli esperti concordano sulla relazione tra disordine e depressione (quando c’è depressione c’è disordine, ma quando c’è disordine non è detto che ci sia depressione, tenetelo a mente!) semplicemente perché una persona depressa lascia perdere, crede di aver perso la battaglia contro i suoi demoni e il lasciar perdere si concretizza anche attorno a lei.

Ovvio che qui parliamo di estremi, c’è anche chi è ossessionato dal l’ordine e la pulizia, perché deve assolutamente avere il controllo su tutto quello che lo circonda. Sembra che il riordinare sia l’unico modo per tenere in piedi la propria vita.

Noi ci fermiamo a metà. Prendiamo l’attività del riordino come di qualcosa di saltuario che ci fa riordinare anche la mente.

  • viviamo lo spazio in tutto e per tutto. Prendersi cura della casa, che è parte di noi (noi la arrediamo, la viviamo) è un po’ come prendersi cura di noi stessi. Togliere lo sporco e rimuovere il caos, è come togliere lo sporco e il caos dentro di noi.
  • Riordinare la casa ci aiuta a riordinare la mente; le condizioni del luogo in cui viviamo possono influire sul nostro stato mentale. Allo stesso modo, se lasciamo la casa in disordine potremmo star vivendo un momento di caos mentale, di non rilassatezza.
  • Non viviamo da soli e vogliamo creare un equilibrio con chi sta con noi. Aiutarsi a vicenda nel riordino significa anche aiutarsi a vicenda in una vita che si vive insieme.
  • Non dimentichiamo anche l’utilità più pratica, pulire casa elimina germi e batteri, portando al fatto che una casa pulita rafforza il tuo sistema immunitario e aiuta ad evitare le malattie
  • Ultimo ma non ultimo, come tutte le attività di tipo pratico, aiuta a non pensare troppo per un momento.

Ci sono diverse filosofie che mettono il riordino e un certo tipo di arredamento come punti fondamentali per il benessere psicofisico. Gli esempi più famosi sono il Feng Shui e il metodo Konmari (di cui Marie Kondo è un’esponente molto famosa).

QUalche esempio dal metodo Konmari, giusto per darvi un’idea:

  • riordinare casa significa non solo riordinare, ma anche liberarsi delle cose che non ci servono. Perché se acculiamo cose, anche se cerchiamo di metterle in ordine, finiremo prima o poi per ritrovarci pieni di cose e con una casa disordinata.
  • imparare a buttare ciò che non ci serve. Gli oggetti che reputiamo inutili, che non ci danno delle sensazioni di felicità, ostruiscono la casa e la nostra mente.

Cosa ne pensate? Anche a voi il riordino porta benessere?

Shopping terapeutico

Comprare fa bene alla salute, lo dicono gli esperti e io ci credo. Ma (c’è sempre un ma in questi casi) lo shopping è terapeutico quando viene considerato un divertimento, quando non è un bisogno costante e/o diventa un vizio. Ovviamente.

C’è anche da dire che non è divertente per tutti. Per alcuni è uno stress inutile e si sentono salvati dalla mirabolante e pratica invenzione degli e-commerce. Quindi, per chi non lo reputa un’attività inutile e faticosa, lo shopping di persona (non so come chiamare quello che non è online. Forse shopping analogico? Oppure shopping vis-a-vis?) può:

  • essere una soluzione alla sedentarietà. Un modo per sgranchirsi le gambe, fare un po’ di movimento sgambettando tra i vari negozi del centro;
  • migliorare l’umore. Perché ci si sente soddisfatti a vedere oggetti nuovi, magari che bramate da un po’, oppure un regalo per una persona a cui tenete;
  • distrae dalle preoccupazioni. Per un momento, voi pensate solo a cosa dovete comprare, alla vostra wishlist, focalizzate lampade a olio sul vostro mobile d’ingresso, o la zuccheriera di Paperino sul tavolo della cucina. I brutti pensieri stanno in stand-by. Possiamo dire che lo shopping può diventare anche una forma di divertimento che in qualche caso può combattere la solitudine e il malessere esistenziale. Questa sensazione di benessere produrrebbe un’azione ansiolitica naturale;
  • si possono coltivare relazioni umane. Lo shopping non dovete per forza farlo da soli e non dovete per forza farlo in compagnia. E’ un momento di libertà che potete, se volete, passare con qualcuno.
    Si può, insomma, combattere la tristezza e la solitudine facendo compere in compagnia.
  • aumentare la propria autostima. Che compriate un diamante grande come il mio occhio, o un paio di copricapezzoli color carne, vi sentirete meglio perché vi sarete concessi un piccolo lusso che vi aiuterà ad avere più sicurezza in voi stessi.

Cosa ne pensate? Lo shopping è terapeutico anche per voi? Preferite farlo in compagnia o da soli? Quali sensazioni vi fa provare?

Rilassarsi in cucina

Non è efficace per tutti, ovviamente, c’è chi odia cucinare, c’è chi perde la pazienza, c’è chi non ha proprio tempo… ma cucinare (cose semplici) è per me fonte di grande rilassamento.

E’ proprio un’attività creativa antistress. E la consiglio soprattutto il fine settimana, quando, di solito, si ha un pochino più di tempo.

Consigli per intraprendere quest’attività dal punto di vista del rilassamento:

  • Non cimentarti in ricette complicate, troppo lunghe, che richiedono una precisione millimetrica. Semplicemente perché ti potrebbe venire il nervoso, l’ansia, stress, le solite cose. Se poi cucini per qualcuno può venirti l’ansia di non riuscire a far qualcosa che può piacere. Quindi STAY SIMPLE.
  • Ad alcuni piace cucinare col partner (o coi figli), la trovano un’attività familiare, di conforto. Altri preferiscono farlo da soli. Io sono tra questi. Quindi, decidi, prova, vedi se vuoi condividere la cucina con qualcuno o fare quest’attività terapeutica da solo o con qualcuno.
  • Gli esperti consigliano di scegliere una ricetta che richiede più tempo nella preparazione che nella cottura. Diciamo, una ricetta che si cuoce praticamente da sola, ma che prima va preparata con cura (ma semplice, non dimenticatelo). Ad esempio, questo fine settimana ho preparato la granola, il ragù vegetariano e delle barrette di burro d’archidi e farina di mandorle.
  • Semplicemente, ti stai concentrando su un’attività concreta, che è l’assunto di base di ogni tecnica di rilassamento, senza doverti necessariamente isolare da tutti (come invece succede quando fai ad esempio meditazione o scrivi)
  • Ci si può sentire meglio anche solo pensando che si sta cucinando per una persona che si ama, per degli amici che apprezziamo. Ed è una sensazione fantastica.
  • Ultimo consiglio: dipende dai giorni, a volte voglio andare sul sicuro cucinando qualcosa che conosco molto bene e che sono che piace molto (ad esempio sono una maga dei risotti e del tiramisù), a volte mi piace sperimentare qualcosa di nuovo (e semplice) per stupire il mio fidanzato o gli amici. Insomma, fai quello che ti senti.

Ti piace cucinare? Ti rilassa? Quali sono le ricette che ti piace di più eseguire?

Harry Potter e la Camera dei segreti. CAP 18: Un premio per Dobby

Siamo giunti finalmente alla fine del secondo libro della saga di Harry Potter, che avventura!
Harry, Ron, Ginny e Lockhart sono tornati nel bagno delle ragazze, davanti all’entrata del tunnel che porta alla Camera dei Segreti. Fawkes, la fenice di SIlente, li ha portati in salvo.
Vanno ora dalla McGonagall e lì, ad aspettare ansiosi ci sono i coniugi Weasley che corrono incontro a Ginny appena la vedono. Nella stanza c’è anche Silente.
Harry posa la spada, il cappello e il diario sulla scrivania e racconta tutto quello che è successo.

Silente è perplesso del fatto che Voldemort sia riuscito ad incantare Ginny lì nella scuola, quando dalle sue fonti, risulta che sia rintanato in ALbania.
Spiega che Tom Riddle era l’allievo più bravo della scuola 50 anni prima, lui era un suo professore. Finita la scuola scomparve, viaggiò ovunque, si immerse nelle Art Oscure, si alleò con i peggiori maghi, si trasformò, e quando ricomparve come Lord Voldemort era quasi irriconoscibile.

Ginny è stata sopraffatta dal diario, che le rispondeva e ascoltava tutti i suoi problemi. E nel diario Lord Voldemort la traviava. Mi piace un sacco quello che dice il signor Weasley qui: “Cosa ti ho sempre detto? Non ti fidare mai di niente che pensi da solo se non riesci a capire dove ha il cervello.” In un mondo pieno di magia, direi che ha pienamente ragione!
Ma Ginny dice di averlo trovato insieme ai suoi libri di scuola e pensava che qualcuno lo avesse lasciato alla famiglia.

Ovviamente Silente distribuisce punti a Grifondoro come se fossero caramelle. Nessuna punizione, un premio per i servigi resi alla scuola e 200 punti ciascuno.
In tutto questo, il tonto rintontito Gilderoy Lockhart è in un angolo a scoprire di essere un professore. Ron lo porta in infermeria.
Silente rimane solo con Harry e lo ringrazia per essergli rimasto davvero fedele. Solo in quel modo Fawkes può essere andata ad aiutarlo. Poi si spiegano alcune cose, ad esempio le somiglianze tra Harry e Voldemort: Harry parla il serpentese perché Voldemort lo parla; quella tragica notte di ormai 11 anni prima, Voldemort ha lasciato dei suoi poteri dentro Harry. VOLDEMORT HA LASCIATO UN PEZZETTO DI SE’ DENTRO HARRY. Questo non ce lo dobbiamo dimenticare mai. Ma SIlente consola anche Harry, impaurito di essere o di diventare come Voldemort:

Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità”.

Harru avrebbe potuto essere benissimo un Serpeverde, parla serpentese, è determinato, intraprendente, non segue le regole… ma lui ha scelto che non era la casa giusta per lui e il Cappello lo ha ascoltato. E per dimostrare che Grifondoro è davvero la sua casa perché lui l’ha scelta, SIlente gli mostra la spada: è la spada di Godric Grifondoro e solo un Grifondoro la può estrarre dal cappello.

NEl frattempo sappiamo che Madame Pomfrey sta dando l’antidoto a tutti i pietrificati. In più Silente scrive immediatamente ad Azkaban per far liberare Hagrid.
Ma una cosa ancora succede, arriva Lucius “capelli d’angelo” Malfoy. Dietro di lui c’è Dobby! Ecco chi è il suo padrone malvagio! Malfoy è lì per insultare SIlente, ma SIlente lo zittisce facendogli capire che sa che lui ha minacciato gli altri membri del consiglio perché allontanassero SIlente da Hogwarts.
C’è un botta e risposta interessante in cui Silente dice a Malfoy che Voldemort ha colpito di nuovo attraverso il diario. Meno male Harry ha salvato la situazione, altrimenti tutti avrebbero pensato che fosse colpa di Ginny Weasley, la sua famiglia ne sarebbe stata colpita, Arthur Weasley e la sua Legge per la protezione dei babbani avrebbero avuto un duro contraccolpo… insomma sarebbe venuto fuori che sua figlia aggrediva i figli dei babbani! Malfoy è più pallido del solito, se può essere possibile.
Dobby nel frattempo fa dei segni a Harry, indica il diario e Malfoy e Harry (dai che ce la fai!) capisce: Malfoy ha messo il diario tra i libri di Ginny nella libreria, all’inizio dell’anno scolastico. Ricordate quando c’è stato quel diverbio tra padri?

Che figuretta caro Lucius. Ma se io fossi stata in Silente mica lo avrei lasciato andare così! Porca miseria ha fatto quasi ammazzare delle persone!
Almeno una punizione se la prende, però; Harry gli leva il suo elfo domestico! Libera Dobby con un calzino. Che cosa dolcissima!

Per concludere in bellezza, ci sono grandi festeggiamenti a Hogwarts con un banchetto che dura tutta la notte. Arrivano Hagrid e Hermione, tutti si congratulano con Harry e non solo, Grifondoro vince la Coppa delle Case grazie a lui e Ron! E poi vengono annullati gli esami, Gilderoy Lockhrt sarà sostituito (chissà chi arriverà il prossimo anno!)

L’anno scolastico finisce molto bene, ma purtroppo si torna a casa, Harry starà già pensando all’inizio del terzo anno! Come sarà? Tornerà di nuovo Voldemort? O ci sarà qualcos’altro di spaventoso ad attenderli?

Intanto tiriamo le somme di questo anno: Harry sta crescendo velocemente, è molto coraggioso e Ron ed Hermione sono due amici come pochi al mondo. Sono spaventati da Voldemort ma sanno che insieme possono affrontare tutto. Cosa pensate di questo secondo anno a Hogwarts? AVete perplessità?

(he)Art: Gli ombrelli di Pierre-Auguste Renoir

Gli ombrelli (Les Parapluies) – Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 – Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919). 1881-86, olio su tela, 180×115 cm. National Gallery di Londra. Impressionismo.

Il dipinto è stato realizzato in cinque anni, iniziato prima e terminato dopo il viaggio di Renoir in Italia. Si possono vedere differenze tra il lato destro, più legato al suo periodo rivoluzionario e impressionista, e il lato sinistro, in cui si nota un ritorno alla pittura più accademica, sull’esempio di arte classica e rinascimentale che ha osservato nel suo viaggio in Italia.