Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban. CAP 15: La finale di Quidditch

Finalmente Hermione, Ron e Harry si riavvicinano anche se grazie alla disgrazia di Hagrid: ha perso la sua causa e Fierobecco verrà giustiziato. C’è ancora il ricorso in appello, vedremo come va.
Nel frattemp, però, vediamo una Hermione che cambia, che cresce forse. Malfoy sta prendendo in giro Hagrid (strano, non prende mai in giro nessuno) e all’improvviso Hermione si altera e tira uno schiaffo a Malfoy e lo insulta. Ah, come la adoro!
Anche Ron e Harry sono meravigliati dal suo comportamento!

Poco dopo a lezione di Incantesimi sparisce e non è davvero da lei perdere una lezione! La ritrovano addormentata ad un tavolo con davanti davvero tanti libri.

Arriviamo all’ora di Divinazione e si infervora con la Trelawney (o forse è l’unica a dire quello che pensa a questo punto, visto che in pochi sono entusiasti di queste lezioni) e se ne va. E credo proprio si cancellerà da quel corso!
COme al solito le fedeli della professoressa dicono che lei aveva previsto anche questo quando ha detto che “verso Pasqua, uno di noi ci lascerà per sempre”.

Le vacanze di Pasqua sono intense per tutti, ci sono una moltitudine di compiti, Ron cerca di aiutare Hagrid e Fierobecco, Harry si deve allenare duramente per la finale di Quidditch.
Essendo i Serpeverde avanti di 200 punti, non avrebbero solo dovuto vincere, ma Harry avrebbe dovuto prendere il boccino (che vale 150 punti) solo se i Grifondoro avessero avuto più di 50 punti di vantaggio.
I Grifondoro non vincono il trofeo da quando Charlie Weasley era cercatore. Charlie è il secondo fratello di Ron in ordine di età, quindi secondo me sono passati più o meno 7/8 anni.
Abbiamo comunque davanti una sfida che va ben oltre lo sport, Harry e Draco si odiano e chi perde si sentirà davvero umiliato.

La partita va alla grande, c’è davvero molta tensione, come quando guardo giocare l’Italia ai mondiali o agli europei: non me ne frega niente dello sport finché non arriva una finale importante.
Insomma, i Grifondoro vincono e siamo tutti super felici soprattutto perché Draco ha perso. Punto.

Ci sono due cose che sottolineerei nel capitolo:
1. Harry che arrossisce quando Cho gli augura buona fortuna.
2. Harry vede Grattastinchi gironzolare nel prato fuori dal castello in compagnia di un enorme cane nero peloso! Sogno? Realtà? Credo che lo scopriremo presto!
Grattastinchi deve essere un gatto speciale!

Come vi è sembrato il capitolo?

La fattoria degli animali di George Orwell

La fattoria degli animali è un romanzo allegorico/satirico scritto da George Orwell e pubblicato nel 1945.
Racconta in maniera critica, attraverso la vita di animali rivoluzionari in un fattoria inglese, la rivoluzione russa e il seguente regime totalitario di Stalin in Unione Sovietica.

Ecco i passaggi da sottolineare:

“Nessun animale d’Inghilterra è libero. La vita degli animai è sofferenza e schiavitù: ecco la nuda verità.”

“Il frutto del nostro lavoro ci viene quasi interamente sottratto dagli esseri umani. Questa, compagni, è la causa di tutti i nostri problemi. Si può riassumerla in una sola parola: l’Uomo. L’Uomo è l’unico vero nemico che abbiamo. Eliminiamolo dalla scena, e la causa prima della fame e del superlavoro sarà abolita per sempre.”

“I sette comandamenti:
1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico.
2. Tutto ciò che va su quattro gambe o possiede ali è amico.
3. Nessun animale indosserà vestiti.
4. Nessun animale dormirà in un letto.
5. Nessun animale berrà alcolici.
6. Nessun animale ucciderà un altro animale.
7. Tutti gli animali sono uguali.”

“Nessuno crede fermamente come il Compagno Napoleone che tutti gli animali sono uguali. Lui sarebbe fin troppo felice di lasciarvi prendere da soli le vostre decisioni. Ma qualche volta potreste prendere le decisioni sbagliate, compagni; e allora cosa succederebbe?”

Il cavallo Boxer al maiale Piffero “Perché quegli spari?”
“Per celebrare la nostra vittoria!”
“Quale vittoria?”[…]
“Come quale vittoria, compagno? Non abbiamo forse respinto il nemico dal nostro suolo… dal sacro suolo della Fattoria degli Animali?”
“Ma quelli ci hanno distrutto il mulino. Ci era costato due anni di lavoro!”
Che importa? Ne costruiremo un altro, di mulino. Costruiremo sei mulini, se ne avremo voglia. Tu non ti rendi conto, compagno, della magnifica impresa che abbiamo compiuto. Il nemico aveva occupato questa terra, la stessa su cui ora poggiamo i piedi. E adesso – grazie alla guida del Compagno Napoleone – l’abbiamo riconquistata fino all’ultimo palmo!”
“Quindi ci siamo ripresi quello che già era nostro” disse Boxer.
“In questo sta la nostra vittoria” disse Piffero.

“Tutte le razioni subirono un’ulteriore riduzione, eccetto quelle dei maiali e dei cani. Un’uguaglianza troppo rigida, spiegò Piffero, sarebbe stata contraria ai princìpi dell’Animalismo.”

“Poteva darsi che la loro vita fosse dura e che non tutte le speranze si fossero realizzate; ma erano consapevoli di essere diversi dagli altri animali. Se soffrivano la fame, non era per nutrire dei tirannici esseri umani; se lavoravano sodo, almeno lo facevano a proprio vantaggio. Nessuna creatura, fra loro, camminava su due gambe. Nessuna creatura chiamava un’altra Padrone. Tutti gli animali erano uguali.”

“Beniamino accettò di venir meno alle proprie regole e lesse per lei ciò che era scritto sul muro. Non c’era scritto più niente, se non un unico Comandamento che diceva:
TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI.
MA ALCUNI ANIMALI SONO PIÙ UGUALI DEGLI ALTRI.”

Un umano parla al maiale (capo) Napoleone:” ´Se voi dovete tener a bada i vostri animali inferiori,`disse ´noi dobbiamo pensare alle nostre classi inferiori!`
Quel bon mot scatenò uno scoppio di risa lungo l’intera tavolata; e allora Pilkington si complimentò di nuovo con i maiali per le scarse razioni, i lunghi orari di lavoro e la generale assenza di mollezze che aveva osservato nella Fattoria degli Animali.”

“Non c’era più alcun dubbio su ciò che era successo alla faccia dei maiali. Dall’esterno le creature volgevano lo sguardo dal maiale all’uomo, e dall’uomo al maiale, e ancora dal maiale all’uomo: ma era già impossibile distinguere l’uno dall’altro.”

Alla fine del libro vi è una postfazione (che sarebbe dovuta essere l’introduzione), un saggio dal titolo La libertà di stampa in cui Orwell accusa l’Inghilterra di vigliaccheria intellettuale.

Ecco alcuni passaggi che ho sottolineato:

“Nel nostro Paese il peggior nemico che uno scrittore o un giornalista si trova ad affrontare è la vigliaccheria intellettuale, e non mi pare che il fatto sia dibattuto come merita.”

“Non che sia precisamente vietato dire questa o quella cosa, però non sta bene dirla, proprio come nel periodo vittoriano non stava bene menzionare i pantaloni in presenza di una signora. Chiunque sfidi l’ortodossia dominante viene ridotto al silenzio con sorprendente efficacia.”

“Nelle lotte interne ai vari paesi occupati, la stampa britannica si è schierata quasi senza eccezione dalla parte delle fazioni sostenute dai russi, calunniando quelle rivali e sopprimendo spesso a tal fine delle prove rilevanti.”

“Molti non capiscono che stanno incoraggiando metodi totalitari che un giorno potrebbero essere usati contro di loro anziché a loro vantaggio. Se imprigionare i fascisti senza processo diventa una prassi normale, non è detto che la cosa continui a limitarsi ai fascisti.”

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. CAP 14: L’ira di Piton

Capitolo ricco di avvenimenti questo!
Cerchiamo di affrontarli tutti.
Sirius Black è riuscito ad entrare nella torre Grifondoro grazie a Neville che aveva scritto su un foglietto le parole segrete. Ha lacerato una parte delle tende del letto di Ron; Ron si sveglia, urla e Black scappa. Strano no? Un pluriassassino fermato dall’urlo di un ragazzino? Anche secondo Ron e Harry è strano.
Comunque ovviamente la sorveglianza è ai massimi livelli ora. Neville è in super castigo. Sir Cadogan viene licenziato e ritorna la signora Grassa anche se è terrorizzata. Tutti gli ingressi sono chiusi. Tutti tranne quello che conosce Harry.

E Harry da furbone quale è non va di certo a dire a qualcuno che c’è quel passaggio. Altrimenti come fa a farsi la sua bella passeggiata a Hogsmeade? Ora, capisco che è un ragazzino, però dai, quanto sei incosciente?

Hagrid invita Harry e Ron nella sua capanna e subito loro si accorgono di essersi completamente dimenticati di aiutare Hagrid con il processo contro Fierobecco. Bravi, pensate solo alla Firebolt e ai dolci di Zonko!
Hagrid però non li rimprovera per non averlo aiutato, li rimporvera per aver lasciato da sola Hermione! Per aver pensato che un topo fosse più importante di un’amica. E per imputare a un gatto una colpa che è naturale per un gatto!
Hermione sì che ha aiutato Hagrid, tra l’altro. Ma vediamo alla fine del capitolo che, purtroppo, il suo aiuto è stato inutile. Fierobecco verrà giustiziato.

Nel frattempo si può andare a Hogsmeade e Ron e Harry sono più incoscienti che mai, visto che entrambi sono in pericolo a questo punto!
harry si porta il mantello dell’invisibilità, ma qualcosa va storto quando sta facendo uno scherzo a Malfoy e scagnozzi vicino alla Stamberga strillante, la casa più infestata della Gran Bretagna.. La sua testa esce dal mantello.
Harry corre al castello appena in tempo per essere torchiato da Piton, che trova nelle sue tasche caramelle e la mappa del malandrino. Non riesca a capire cos’è, visto che la mappa di prende gioco di lui. Ma manda a chiamare Lupin, forse perché pensa che sia magia oscura e lui è professore di Difesa contro le arti oscure? Non mi sembra però una cosa molto logica. Piton è un bravissimo professore, che ha sempre voluto insegnare Difesa contro le arti oscure, e potrebbe occuparsene lui stesso.
Comunque Lupin salva Harry ma requisisce la mappa del malandrino che evidentemente conosce molto bene. Gli fa una lavata di capo che si merita davvero tanto dicendogli che la mappa può cadere nelle mani di Black, che non gli importa della sua vita nonostante i suoi genitori abbiano sacrificato la loro per lui.

C’è una cosa da aggiungere: già sapevamo che James Potter ha salvato la vita a Piton e lui non sopporta di essere in debito con uno come Potter. Ora si aggiunge un tassello: James, con i suoi amici, stava tendendo uno scherzo mortale a Piton. Solo per scrupolo gli ha salvato la vita, insomma, per non finire nei guai!

Ecco, per l’incoscienza direi che Harry e suo padre si assomigliano davvero tanto!

La città buia di Michael Connelly

La città buia (The Overlook) di Michael Connelly, è stato pubblicato prima a puntate sul New York Times nel 2006 e poi come romanzo nel 2007. Thriller poliziesco.
La storia si apre con un omicidio stile esecuzione sul belvedere sopra la diga di Mulholland (Los Angeles) e la nuova squadra di Bosch, che ora è nella sezione Speciale Omicidi, è chiamata ad investigare.

Ecco le parti da evidenziare:

“…le squadre territoriali, sempre in prima linea, non potevano impantanarsi in casi che si prospettavano lunghi e faticosi. Quando un omicidio coinvolgeva un politico, oppure una celebrità dello spettacolo o dei media, di solito veniva dirottato sulla Speciale Omicidi, con sede al Parker Center. Era di competenza della Speciale Omicidi qualsiasi caso richiedesse tempo e presentasse difficoltà particolari. Quesi casi che, proprio come gli hobby, tendono a durare a lungo. E questo rientrava nella categoria.”

“…nessun investigatore degno del suo distintivo è contento di vedersi soffiare un caso.”

Bosch ad un agente dell’FBI: “Preferisco un calcio in culo subito piuttosto che fare il burattino dei federali. Come dite voi? ´Tieni i poliziotti al buio e ricoprili di cazzate.` Beh, a me non succederà. Non stanotte e non su un mio caso.”

” A volte il silenzio rende ansiosi i testimoni e aiuta a riempire le lacune.”

“Jess Mitford non era diverso da migliaia di altri ragazzi che tutti i mesi scendevano in città da un autobus o arrivavano in autostop. Pieni di sogni più che di progetti o denaro; più speranze che ingegno, talento o intelligenza. Non tutti quelli che falliscono si mettono a infastidire chi ce l’ha fatta. Ma tutti condividono la stessa disperata ansia di arrivare alla meta. E certi non la perdono mai, nemmeno quando il loro nome lampeggia in tutti i teatri, e possono comprarsi le ville in collina.

Bosch a Ferras: “Sai cosa scopri facendo questo mestiere?”
“No, che cosa?”
“Che non esistono i casi facili.”

Ferras digitava velocemente sulla tastiera del telefono. A Bosch sembrava un giocattolo, simili a quelli che aveva visto in mano ai ragazzini in aereo. Non riusciva a spiegarsi perché la gente fosse sempre lì a picchiettare febbrilmente sui telefonini. Secondo lui era un segnale preoccupante, un sintomo della decadenza del genere umano, anche se in realtà non riusciva a definire con precisione quello che sentiva. Per quanto il mondo digitale fosse universalmente considerato sinonimo di grande progresso, lui rimaneva scettico.”

Il capo della Polizia di Los Angeles a Bosch: “Deve capire che tornerebbe molto utile al governo che l’omicidio facesse parte di un disegno terroristico. Un’autentica minaccia interna contribuirebbe in modo determinante a distrarre l’opinione pubblica, facilitando la pressione in altri campi. La guerra è andata a puttane, le elezioni sono state un disastro. Guardi come va in Medio Oriente, guardi il prezzo di un litro di benzina e i sondaggi di gradimento deludenti sul Presidente. E l’elenco potrebbe andare avanti all’infinito. Però adesso potrebbe arrivare l’occasione del riscatto, l’occasione per farsi perdonare gli errori del passato. Per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica.”

“…spesso gli ufficiali combattono battaglie contro nemici che hanno dentro di sé.”

“Forse non ha importanza se si muore in una macelleria o davanti alle luci del paradiso. Si muore e basta. Che importanza può avere la scenografia? Tutti noi moriamo a poco a poco, pensò. Giriamo e giriamo come risucchiati da un vortice. E qualcuno è più vicino al buco nero. Alcuni guarderanno avvicinarsi la fine, altri non troveranno un appiglio quando il vortice li travolgerà per trascinarli nelle tenebre per sempre.
Quello che conta è lottare, si disse Bosch. Sempre e comunque. Resistere alla forza di quel vortice.”

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban. CAP 13: Grifondoro contro Corvonero

Iniziamo il capitolo con il post-lite tra Ron e Hermione. Lei non vuole ammettere che Crosta possa essere morto mangiato da Grattastinchi e Ron è decisamente sconvolto. Non mi sembrava molto attaccato a Crosta fino a questo momento ma forse mi sbagliavo: alla fine hanno passato insieme davvero tantissimi anni, ce l’aveva sempre nel taschino.
Insomma, i due non si parlano per niente e Harry prende un po’ le parti di Ron, quindi anche Harry e Hermione non si rivolgono la parola.

Dunque, d’ora in poi il capitolo si dedica esclusivamente alla bellezza della Firebolt e alla partita di Quidditch. Un po’ come se leggessi di mio padre che è tifosissimo di MotoGP e calcio.
Comunuqe, per fare svagare un po’ Ron, Harry lo porta agli allenamenti che vanno benissimo con la nuova scopa, gliela fa provare, Madame Hooch è lì a supervisionare.
Viene introdotto un nuovo personaggio, nella scorsa partita dei Tassofrasso il cercatore era Cedric DIggory, ora nei Corvonero abbiamo Cho Chang, del quarto anno, e appena Harry la vede senta una stretta allo stomaco. Cosa vorrà mai direee?

La partita sembra davvero emozionante e Cho Chang è davvero brava, ma alla fine è Harry a prendere il boccino e a far vincere i Grifondoro! Gaudio e Giubilo in tutta la torre!
Ma vogliamo parlare del fallito scherzo di Malfoy e scagnozzi ai danni del nostro spavaldo Harry, che li credeva dei DIssennatori e quindi ha creato un Patronus fantavoloso? Harry siamo tutti molto fieri di te. E tiè, Malfoy, rosica.

Un capitolo tranquillo. Fino al finale che spiazza. Nella notte sembra che Sirius Black abbia tentato di attaccare Ron?! Ma perché Ron? O ha sbagliato letto e cercava Harry? Non so mi sembra strano.
Ma per niente strano è che sia riuscito a entrare grazie a Neville che si era scritto le parole d’ordine su un foglietto che ha poi perso. Neville, ragazzo mio, sveglia!
Resta comunque anche il fatto di cercare di capire in generale come Black sia riuscito ad entrare nel castello!

Voi che ne pensate?

La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne

La lettera scarlatta (The Scarlet Letter) è stato scritto da Nathaniel Hawthorne e pubblicato nel 1850 ed è un classico della letteratura statunitense.
Ambientato nella Nuova Inghilterra (oggi Massachussets) puritana e retrograda del 1600, racconta la storia di Hester Prynne che ha una figlia frutto dell’adulterio, che la costringe a vivere nel pentimento e nel peccato con una grande A ricamata sul petto.

Le frasi da evidenziare:

Il reverendo Wilson: “… è contrario alla natura di una donna il costringerla a rivelare i segreti del suo cuore alla luce del giorno e alla presenza della folla.”

Il reverendo Dimmesdale a Hester: “Il Cielo ti ha concesso una pubblica espiazione che tu puoi mutare in un aperto trionfo sul male che è in te e sul dolore che ti opprime. Non negare a lui il calice amaro, ma salutare, che è stato offerto alle tue labbra e che forse egli non ha la forza di afferrare con le sue mani!”

Il medico da una medicina a Hester: “Bevi! Non avrà forse lo stesso effetto di una coscienza tranquilla, ma quella non posso dartela.”

Roger Chillingworth: “Credimi, Hester, sia nel mondo esterno sia in quello dell’anima, vi sono poche cose che possono restare nascoste a colui che si dedica con energia e volontà alla soluzione di un mistero.”

RIferito a Hester: “Il suo peccato, la sua ignominia erano le radici che la tenevano avvinta a quel luogo; era come se un’altra nascita, più forte della prima, avesse tramutato per lei quella foresta inospitale e selvaggia in una seconda patria. […] La catena che la teneva legata a quel luogo era una catena di ferro che le straziava l’anima, ma romperla le era impossibile.”

“I giovani sono troppo poco abbarbicati alla terra per darsi pensiero della vita, e i santi, che camminano con Dio per le vie del mondo, preferirebbero trovarsi con lui sul suolo benedetto della NUova Gerusalemme.”

Chillingworth al reverendo DImmesdale: ” Vorresti forse farmi credere, mio saggio e pio amico, che, per la gloria di DIo e il bene degli uomini, una falsa apparenza sia da preferire alla verità che Dio ama?”. “Può darsi.”

Roger Chillingworth: “Colui che conosce solo il male fisico non conosce talvolta che la metà di quel male che è chiamato a curare. La malattia del corpo, il male che si vede, non è spesso che il riflesso di un male morale.”

“Una vita dominata dalla menzogna è condannata a soffocare la realtà di tutto ciò che ci circonda e che il Cielo ci ha dato per la gioia dello spirito. Per colui che mente, tutto l’universo è falso, si trasforma in un mondo fantasmagorico che sfugge a qualsiasi tentativo di comprensione, ed il mentitore stesso, che si mostra sotto una falsa luce, diventa un’ombra, o meglio, cessa di esistere.”

“La natura umana, quando non siano in gioco i suoi interessi, è più portata all’amore che all’odio, e l’odio si va, a poco a poco, trasformando in amore quando vengono a mancare o non si riaccendano i motivi di ostilità.”

“La folla è dispotica per temperamento: essa sa anche negare un giusto riconoscimento che le sia chiesto imperiosamente, ma spesso, come tutti i tiranni, dà più del dovuto quando si faccia appello alla sua generosità.”

“Anche per la più felice delle donne valeva la pena di vivere? Per quanto la riguardava, aveva già da tempo risposto negativamente a questa domanda. Ogni tendenza alla speculazione, sia negli uomini che nelle donne, conferisce calma allo spirito, ma, nello stesso tempo, ingenera tristezza perché fa balenare innanzi agli occhi di chi riflette una speranza irraggiungibile. Come primo passo, tutto il sistema della società dovrebbe essere distrutto e ricostruito, poi bisognerebbe modificare la natura del sesso maschile, o, se non la natura, quella consuetudine ereditaria che è divenuta quasi una seconda natura: solo allora le donne potrebbero conquistare una condizione di vita sopportabile. Ma, superate tutte le altre difficoltà, le donne non potrebbero trarre vantaggio da simili riforme, se non si sottoponessero a un radicale cambiamento nel quale quel che di etereo che rappresenta la loro sostanza più vera, sarebbe destinato a scomparire.”

“Attorno a loro l’oscura foresta mormorava al vento che l’accarezzava. I rami si agitavano ed i vecchi alberi parlavano fra di loro, come se si raccontassero la triste storia di quella coppia seduta ai loro piedi o vaticinassero ciò che sarebbe avvenuto.”

“L’amore, sia quando nasce, sia quando si desta da un letargo che è sembrato mortale, riempie il cuore di una luce che si riflette sul mondo circostante.”

” È un curioso oggetto id studio osservare se, in fondo, odio e amore non siano la stessa cosa. Ognuno di essi, nei suoi sviluppi, presuppone un alto grado di conoscenza del cuore umano, ognuno fa dipendere la vita affettiva e spirituale di un essere da un altro essere; ognuno fa sì che chi ama appassionatamente e chi non meno appassionatamente odia, si senta derelitto e abbandonato quando venga a mancare l’oggetto del suo odio o del suo amore.”