La serie crime della settimana: Twin Peaks

Questo articolo è davvero difficile. E non so nemmeno se sono degna.
Insomma, qui parliamo del meglio del meglio, della serie tv per eccellenza: Twin Peaks non è solo una serie crime, è una serie drammatica, fantastica, horror, una serie che rompe gli schemi della televisione negli anni ’90 e lo rifà nuovamente nel 2017. Forse prodotti come X-Files e Black Mirror non sarebbero nemmeno esistiti se non fosse stato creato Twin Peaks.

David Lynch non è mai stato e mai sarà un regista come gli altri, non si colloca in un genere preciso, predilige atmosfere inquietante, quasi sovrannaturali, grottesche, ama il camp (vedi il tema di quest’anno del Met Gala), il kitsch sofisticato, le bizzarrie. Ha trasferito tutto questo in tv. Ha sconvolto completamente le regole televisive e da quel momento tutto è cambiato.

Se non avete mai visto Twin Peaks, la trama non si può del tutto riassumere ma ci provo: la serie è ambientata nella fittizia cittadina montana di Twin Peaks, nello Stato di Washington, vicino al confine tra Stati Uniti e Canada. La tranquillità del paesino (che in realtà cela molti segreti) è turbata dal ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, una delle ragazze più popolari della città. Lo sceriffo Truman viene affiancato dall’agente speciale Dale Cooper dell’FBI e insieme riescono a svelare il lato oscuro del luogo e dei suoi abitanti. Molto altro si cela dietro questo delitto, lo spettatore deve tenere la mente sgombra e percettiva.

Kyle MacLachlan è l’agente Dale Cooper

Purtroppo, la ABC, che in un primo momento aveva lasciato totale libertà creativa agli autori, fece pressione perché si rivelasse l’assassino di Laura Palmer il prima possibile e questo fece calare l’indice di gradimento degli episodi successivi alla rivelazione, e la serie venne sospesa a più riprese. Come disse David Lynch: “C’era spazio per tantissimi altri misteri. Ma quel mistero era sacro, teneva in piedi tutti gli altri. Era l’albero e gli altri erano i rami.” I fan sperarono fino all’ultimo in una terza stagione ma non venne mai programmata.

Hanno, però, realizzato l’anno seguente Fuoco cammina con me, il film prequel, presentato al Festival di Cannes e aspramente criticato, anche perché incomprensibile per chi non aveva visto la serie. Quindi, se volete cimentarvi nella visione completa di Twin Peaks, iniziate dalla serie e dopo guardate il prequel. Questo film spiega molto sul misticismo impregnato nella foresta di Twin Peaks e, soprattutto, spiega il coinvolgimento dell’FBI in questo mistero.

Devo dire che mai e poi mai avrei pensato che dopo 25 anni Lynch sarebbe tornato ad occuparsi di Twin Peaks, nemmeno dopo aver visto che le stagioni originali finiscono con un’inequivocabile scena in cui dall’aldilà arriva il messaggio “ci rivedremo ancora tra 25 anni”.

Sheryl Lee è Laura Palmer

Fa ridere la cosa, ma se ci pensate, i tempi televisivi sono particolari. Tutto poteva succedere, i produttori avrebbero potuto dire no (hanno cancellato la serie nel ’91!), gli attori avrebbero potuto dire no, era davvero un terno al lotto!
E, invece, innanzitutto tutti gli attori ancora vivi hanno detto sì, tranne uno purtroppo, il grande sceriffo Truman infatti è stato sostituito da un ipotetico fratello perché l’attore non ne ha più voluto sapere. Qualcuno degli attori, come lo spaventoso Bob, sono morti dopo le prime due stagioni, ma il risultato è comunque stato stupefacente. In tutti i sensi.

Nel 2017, dopo praticamente 25 anni si ritorna a Twin Peaks e tutto è come prima, più o meno. Perché un Cooper è intrappolato e un altro Cooper è stordito. E un altro Cooper è indiavolato. Insomma, la situazione è complicata, c’è della misticità nell’aria ma loro, i bizzarri di Twin Peaks sono ancora lì e c’è pure quella torta alle ciliegie che vorrei davvero assaggiare.

Insomma, questa storia ha avuto finalmente un finale (forse) o più di un finale, giudicate voi. Io la consiglio? Ma certo che sì, non esiste niente di simile anche se tanti hanno tratto spunto da essa. Ma, vi avviso, è destinata a uno spettatore con la mente aperta, che accetta con filosofia quello che succede e interpreta a modo suo gli indizi che riceve. Non è adatta ad un pubblico che vuole tutto a posto, quello è il killer e quello è il perché l’ha fatto. Non esiste niente di questo a Twin Peaks. Anche perché “in una città come Twin Peaks, nessuno è innocente.

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