Harry Potter e la camera dei segreti. Cap 8: Sussuri e sanguemarcio

Eccomi, sono tornata. Scusate l’assenza, ma i miei impegni nell’ultimo mese mi hanno resa a dir poco stanca e ansiosa.

Ma senza indugio, continuiamo i nostri martedì dedicati al riepilogo o alla conoscenza della saga più famosa della letteratura fantasy moderna!
Siamo al secondo volume, Harry ha iniziato il secondo anno ad Hogwarts e proprio oggi dovrebbe iniziare il primo allenamento di QUidditch.
Il condizionale è d’obbligo perché i Serpeverde tolgono da sotto il naso il campo ai Grifondoro con la scusa dell’aver appena acquisito un nuovo cercatore. E chi è questo nuovo cercatore? Malfoy! Guarda caso il padre Lucious aveva appena regalato alla squadra delle nuove Nimbus 2001. Ma non si sarà un po’ comprato l’ammissione? Hermione lo fa notare visto che Draco non la smette di stuzzicarli e in tutta risposta si becca un bel commento razzista: «Nessuno ha chiesto il tuo parere, lurida Sanguemarcio»

JK Rowling riesce ad introdurre un argomento molto forte come il razzismo, in un modo molto semplice e diretto. Qui non si parla di distinzione tra bianchi e neri o tra religioni, ma tra maghi e non maghi. Se non hai il sangue puro, se non sei un puro sangue, come Malfoy e la sua famiglia (ma anche Ron, eh, la sua famiglia è fatta di soli maghi da secoli), allora il tuo sangue è sporco. Che scemenza! Lo dice anche Hagrid, Hermione è l’esempio lampante che non essere 100% mago non significa esserlo di meno, lei è la migliore della scuola!
E lo stesso vale per i maghi al 100% c’è chi è un vero stupido come Malfoy e chi è un vero eroe, come Ron, che cerca in questo caso di aiutare Hermione, ma, con la sua bacchetta in uno stato pietoso, l’incantesimo destinato a Malfoy torna indietro e lo colpisce. Inizia così a vomitare lumache. Bleah, non credo di essermi mai sentita così schifata da quando ho imparato a leggere!

Rifugiarsi da Hagrid è la cosa migliore, Ron può tirar fuori tutto quello che ha dentro (oddio!) e Hagrid può spiegare a Harry cos’è un sanguemarcio e consolare la triste Hermione.
Ma non solo, Hagrid si sta lamentando di Lockhart, che secondo lui racconta solo frottole, e si lascia sfuggire che è davvero difficile trovare un insegnante di Arti Oscure oggi giorno, tutti pensano che la materia porti male!
E ultimo ma non ultimo, Hagrid mostra il suo orto ai ragazzi, dove sta coltivando delle zucche gigantesche. Le ha sicuramente un po’ aiutate con il suo ombrello rosa, che probabilmente contiene la bacchetta che ha dovuto spezzare quando è stato espulso da Hogwarts. E Harry continua a chiedersi: perché è sempre così evasivo riguardo l’argomento? Cosa avrà mai fatto di così terribile?

Quella sera arriva il fatidico momento della punizione, Ron dovrà lucidare tutte le coppe con Filch e Harry dovrà aiutare Lockhart a rispondere alle lettere delle fan!
Harry si sta annoiando a morte col professore nel suo studio pieno di sue foto, quando improvvisamente inizia a sentire qualcosa: “…udì qualcosa, qualcosa di molto diverso dallo sfrigolio delle candele morenti e dalle ciance di Lockhart sulle sue ammiratrici. Era una voce, una voce che gelava il sangue, una voce così velenosa da togliere il respiro, una voce fredda come il ghiaccio. «Vieni… vieni da me… Ti squarterò… Ti farò a pezzi… Ti ucciderò…»

Cosa sta succedendo? Chi parla? Ma Lockhart non sente nulla e, anzi, si accorge che è tardi e manda Harry a dormire. Ma, ovviamente, Harry non riesce a chiudere occhio.

Di chi sarà questa voce? E perché Lockhart non la sente?

Alla prossima settimana!

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