Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban. CAP 16: La profezia della professoressa Trelawney

Mi piace quando si scopre un po’ di più su come funziona la scuola! Perché, diciamocelo, questi studenti secondo me vanno più a zonzo a cercare avventure invece di seguire lezioni e studiare! Non è come ce lo fa intendere la ROwling!

Comunque, molti sono ancora al settimo cielo per la vittoria della coppa da parte dei Grifondoro, ma iniziano gli esami di fine anno: sappiamo che chi è al quinto anno ha gli esami G.U.F.O. – grado ufficiale di fattucchiere ordinario, chi è al settimo ha gli esami M.A.G.O. – magia avanzata di grado ottimale.

Hermione sta studiando per più esami del normale, sento che tra poco scopriremo cosa c’è sotto, perché è troppo strano che abbiamo più esami alla stessa ora!

Prima dell’inizio arriva una lettera da Hagrid: l’udienza finale si terrà qualche giorno dopo e si porteranno già dietro il boia. Ma che modo è? Come se l’udienza fosse finta e sapessero già come va a finire!

Insomma, seguiamo Harry e Ron:
– lunedì mattina esame di Trasfigurazione
– lunedì pomeriggio esame di Incantesimi
– martedì mattina, Cura delle creature magiche: Hagrid ha la testa da un’altra parte (ovviamente) e l’esame è semplicissimo
– martedì pomeriggio esame di Pozioni, na tragedia
– martedì a mezanotte, esame di Astronomia. Ok forse cambio idea sulla difficoltà di Hogwarts
– mercoledì mattina Storia della magia
– mercoledì pomeriggio Erbologia
– giovedì mattina DIfesa contro le arti oscure
– infine giovedì pomeriggio DIvinazione

Soffermiamoci su quest’ultimo: la Trelawney sembra avere davvero qualche dote divinatoria, ma forse non riesce a prevedere quando e per il resto del tempo finge?
Perché quello che leggiamo adesso ha tutta l’aria di essere una previsione con tutti i crismi:

«Accadrà questa notte». […] «Il Signore Oscuro è solo e senza amici, abbandonato dai suoi seguaci. Il suo servo è rimasto in catene per dodici anni. Questa notte, prima di mezzanotte, il servo si libererà e cercherà di unirsi al padrone. Il Signore Oscuro risorgerà con l’aiuto del servo, più grande e più orribile che mai. Questa notte… prima di mezzanotte… il servo… si libererà… per unirsi… al padrone…»

COsa sta profetizzando? Che Sirius Black riuscirà a scappare e a riunirsi a Voldemort? Ma allora perché è ad Hogwarts? Uccide Harry e poi va da lui? O porta Harry direttamente da lui?? Oddio a questo non ci avevo pensato! Ora sono in trepidante attesa!

Harry non fa in tempo a dire ai suoi amici cosa ha appena sentito che loro arrivano con una lettera di Hagrid, Fierobecco sarà giustiziato al tramonto.
Hermione, più attiva che mai non si perde d’animo: recupera il mantello dell’invisibilità e tutti e 3 se ne vanno da Hagrid, ritovano Crosta in una brocca (??? Che caspita ci faceva lì?), ma dopo poco scappano dal retro perché i giustizieri stanno arrivando e lo sentono… sentono il rumore di una mannaia che cade pesantemente e probabilmente taglia il collo di Fierobecco. Che tristezza ragazzi. Solo per questo per me Malfoy meriterebbe di andare ad Azkaban. È tutta colpa sua.

Perché gli animali devono sempre andarci di mezzo?

Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale) è un romanzo distopico di Margaret Atwood del 1985.

Ambientato in un futuro prossimo, il romanzo racconta di una teocrazie totalitaria che ha rovesciato il governo degli Stati Uniti e sembra basare il suo scopo sull’asservimento della donna, sullo sfruttamento del suo corpo e delle sue funzioni riproduttive per i propri scopi.

Commento personale a caldo: avendo letto 1984 di George Orwell solamente l’anno scorso, vedo un sacco di analogie. Da gli occhi che osservano tutto, all’informazione palesemente finta che racconta solo di vittorie militari, all’apparente guerra continua ai confini (che sembrano sempre lontanissimi)… la Atwood ha pure scritto il libro nell’anno in cui è ambientato quello di Orwell, se ci pensate.
Detto questo, non ho un opinione al 100% positiva.
Cosa mi piace: lettura scorrevolissima e continua voglia di sapere qualcosa, di conoscere questo totalitarismo, di sapere cosa ha portato alla situazione corrente. L’ho letto tutto d’un fiato.
Cosa non mi è piaciuto: ci sono davvero tante metafore in ogni singola pagina. [Esempio: “…sul soffitto bianco, un motivo ornamentale in rilievo a forma di ghirlanda, e, al centro, un buco riempito di calce, come la cicatrice in un viso cui sia stato tolto un occhio.”]
Capisco l’intento, la protagonista e narratrice ricorda ad occhi chiusi quel tempo mentre registra su nastro la sua voce, quindi immagina quello che le stava attorno e, come in una seduta di psicanalisi, cerca di afferrare ogni dettaglio per ricordarsi per bene anche gli avvenimenti. Ma dopo un po’ questa soluzione mi è risultata pesante.
Ciononostante non posso che apprezzare un libro che porta all’estremo le capacità del maschilismo, tanto da far capire che questo colpo di stato è successo proprio perché questi “uomini” non si sentivano più maschi, viste le libertà che le donne avevano conquistato. Davvero incredibile, dai. Mi fa venire in mente tutti quegli amanti della famiglia “tradizionale” che si sentono attaccati nel profondo perché la comunità LGBTQIA+ sta guadagnando dei diritti assolutamente dovuti. Ma chi vi attacca? Ma chi vi vuole togliere quello che avete? Lasciateci vivere tutti in pace ed armonia, porca miseria!

Le citazioni che ho evidenziato:

“…sul soffitto bianco, un motivo ornamentale in rilievo a forma di ghirlanda, e, al centro, un buco riempito di calce, come la cicatrice in un viso cui sia stato tolto un occhio. Lì doveva esserci un lampadario, un tempo. Hanno eliminato ogni cosa cui si possa legare una corda.”

“So perché non c’è il vetro sull’acquerello di giaggioli blu, e perché la finestra si apre solo in parte, e perché è di cristallo infrangibile. Non temono che ce ne andiamo di nascosto. Non arriveremmo lontano. Temono altre fughe, quelle che puoi aprirti dentro, se hai un oggetto con un bordo tagliente.”

“Desidero ardentemente toccare qualcosa di diverso dalla stoffa o dal legno. Desidero commettere l’atto del toccare.”

“Pensare a un bacio vuol dire pensare immediatamente ai riflettori che si accendono, ai colpi di fucile.”

“Questo è il cuore di Gilead, dove la guerra non può entrare tranne che attraverso la televisione. Non sappiamo con certezza dove siano i suoi confini, che variano a seconda degli attacchi e contrattacchi, ma questo è il centro, dove nulla si muove. La Repubblica di Gilead, diceva Zia Lydia, non conosce confini. Gilead è dentro di te.”

“Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo.”

“La normalità, diceva Zia Lydia, significa ciò cui si è abituati. Se qualcosa potrà non sembrarvi normale al momento, dopo un po’ di tempo lo sarà. Diventerà normale.”

“Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui.”

“Ho imparato a fare a meno di moltissime cose. Se avete tante cose, diceva Zia Lydia, vi attaccate troppo a questo mondo materiale e vi dimenticate dei valori spirituali. Dovete coltivare la povertà di spirito. Beati gli umili. Non proseguiva, non diceva «beati gli umili perché possederanno la terra».”

“Ci mostrano solo vittorie, mai sconfitte. Chi vuole cattive notizie?”

“Il mio nome non è Offred, ho un altro nome, che adesso nessuno usa perché è proibito.”

“Ci chiniamo un poco verso di lui, noi siamo il ferro e lui la calamita. Lui ha qualcosa che noi non abbiamo, ha la parola. Come l’abbiamo sperperata, un tempo.”

“Il corpo è facilmente danneggiabile, facilmente eliminabile, è fatto di acqua e sostanze chimiche, è poco più di una medusa sulla sabbia.”

“Credo nella resistenza così come credo che non può esserci luce senza ombra, o meglio, nessuna ombra senza luce. Ci dev’essere una resistenza, altrimenti da dove vengono tutti quei criminali, alla televisione?”

La madre di Offred, nel passato: “Non voglio un uomo. A che servono tranne che per quei dieci secondi che corrispondono a mezzo figlio? Un uomo è semplicemente la strategia di una donna per fare altre donne.”

La madre di Offred, nel passato: “Voi giovani non apprezzate quello che avete, diceva. Non sapete quante ne abbiamo passate, solo per portarvi a dove siete. Guarda tuo marito che affetta le carote. Non sai quante vite di donne, quanti corpi di donne, ci sono voluti per arrivare sin qui?”

“Ricorda, però, che anche il perdono è un potere. Chiederlo è un potere, e negarlo o concederlo è un potere, forse il più grande.”

“Nessuna madre corrisponde mai completamente all’idea che un bambino si fa di ciò che una madre dovrebbe essere e credo che sia vero anche l’inverso. Ma nonostante tutto, non è andata poi così male tra noi due, anzi è andata bene, come succede quasi sempre. Mi piacerebbe che fosse qui, così potrei dirle che finalmente l’ho capito.”

Il comandante: “Il denaro era l’unica misura del valore, per tutte, l’essere madri non dava diritto al rispetto. Non c’è da meravigliarsi quindi che stessero addirittura rinunciando alla maternità. Ora, invece, sono protette, possono adempiere in pace ai loro destini biologici, con pieno sostegno e incoraggiamento.”

“Erano anni di deviazione, storicamente parlando” dice ancora il Comandante. “Solo un fatto fortuito. Noi non abbiamo fatto altro che ripristinare la legge della Natura”.

“Dà una sensazione di forza dire delle sconcezze sul conto di chi ha il potere. È un divertimento, una disobbedienza, un gioco, un’impertinenza. È un incantesimo che li sgonfia, li riduce a un comune denominatore dove si può venire a patti con loro.”

«Pensavo che un club rientrasse nella serie delle cose proibite».
«Ufficialmente sì, ma siamo esseri umani, dopo tutto».
Visto che non aggiunge altro, dico: «Che significa?»
«Significa che non si può ingannare la Natura. La Natura esige, per gli uomini, la varietà. È logico, rientra nella strategia della procreazione. È il disegno della Natura». Io non faccio commenti, quindi lui continua. «Le donne lo sanno per istinto. Perché compravano tanti vestiti diversi, un tempo? Per ingannare gli uomini, per dargli l’illusione di stare con molte donne diverse. Una nuova ogni giorno». Lo dice come se ci credesse, ma dice molte cose in questo modo. Può darsi che ci creda, può darsi di no, o può darsi che ci creda e non ci creda, nello stesso tempo. È impossibile capirlo.
«Quindi adesso che non possiamo cambiare vestito» osservo, «siete costretti ad avere molte donne». È una frase ironica, ma lui non se ne accorge.
«Risolve molti problemi» risponde, senza batter ciglio.

“Quando il potere è scarso, averne anche solo un poco costituisce una tentazione.”

“Come tutti gli storici sanno, il passato è un grande spazio buio, colmo di echi. Le voci che ci raggiungono di lì sono intrise dell’oscurità della matrice da cui provengono e, per quanto ci si provi, non sempre possiamo decifrarle con esattezza alla luce più chiara del nostro tempo.”

L’odore della notte di Andrea Camilleri

L’odore della notte è un romanzo poliziesco di Andrea Camilleri pubblicato dall’editore Sellerio nel 2001.

Montalbano si interessa di un caso diverso dal solito riguardante un mago della finanza che sembra essere scappato coi soldi che i cittadini di Vigata gli avevano affidato.

Ecco cosa ho sottolineato:

” Oggi come oggi nisciuna pausa può essere concessa in questa sempre più delirante corsa che si nutre di verbi all’infinito: nascere, mangiare, studiare, scopare, produrre, zappignare, accattare, vendere, cacare, morire. Verbi all’infinito però dalla durata di un nanosecondo, un vìdiri e svìdiri. Ma non c’era stato un tempo nel quale esistevano altri verbi? Pensare, meditare, ascoltare e, perché no?, bighellonare, sonnecchiare, divagare?”

“Non c’è telegiornale che non ti tempesti con la Borsa, il Nasdaq, il Dow Jones, il Mibtel, la Minchiatel… La gente s’impressiona, non ci capisce niente, sa che si rischia ma che si può guadagnare e si getta tra le braccia del primo imbroglione che passa.”

“Oltre alle frasi fatte, ai luoghi comuni, lo irritavano le botte di psicoanalisi spicciola alle quali spesso e volentieri Livia si lasciava andare. Quella psicoanalisi da pellicola americana, dove putacaso uno ammazza a cinquantadue pirsone e poi si viene a scoprire che la scascione era dovuta al fatto che al serial killer il patre, un giorno, quann’era picciliddro, gli aveva negato la marmellata.”

Mimì Augello: “COme salute starei bene” disse. “Il problema è un altro.”
“Il problme a, in politica, in economia, nel pubblico e nel privato, da qualche tempo a questa parte è sempre un altro” pensò Montalbano. ” Uno dice: ´Ci sono troppi disoccupati`e il politico di turno risponde ´vede, il problema è un altro`.”

“Parlando della sua famiglia, il filosofo a un certo punto diceva: ´Quando si diventa vecchi, contano più gli affetti che i concetti`.
Il pititto gli passò di colpo. Se per un filosofo arrivava il momento che la speculazione vale meno di un affetto, quanto può valere per uno sbirro sul viale del tramonto un’indagine di polizia? Questa era la domanda implicita che Livia gli rivolgeva mandandogli quel pezzo di giornale. E, a malincuore, dovette ammettere che non c’era che una sola risposta: forse un’indagine vale meno di un concetto.”

Il professor Tommasino:” Non ho ralogio, di giorno mi regolo col sole; quand’è scuro, con l’odore della notte: ho una specie di segnatempo naturale, inserito dintra al mio corpo”.
“Ha detto l’odore della notte?”
“Sì. A seconda dell’ora, la notte cangia odore”.

“Come in tutti romanzi, via via che lo si scrive, i fatti possono pigliare una strata diversa e arrivare a conclusioni non pensate.”

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban. CAP 15: La finale di Quidditch

Finalmente Hermione, Ron e Harry si riavvicinano anche se grazie alla disgrazia di Hagrid: ha perso la sua causa e Fierobecco verrà giustiziato. C’è ancora il ricorso in appello, vedremo come va.
Nel frattemp, però, vediamo una Hermione che cambia, che cresce forse. Malfoy sta prendendo in giro Hagrid (strano, non prende mai in giro nessuno) e all’improvviso Hermione si altera e tira uno schiaffo a Malfoy e lo insulta. Ah, come la adoro!
Anche Ron e Harry sono meravigliati dal suo comportamento!

Poco dopo a lezione di Incantesimi sparisce e non è davvero da lei perdere una lezione! La ritrovano addormentata ad un tavolo con davanti davvero tanti libri.

Arriviamo all’ora di Divinazione e si infervora con la Trelawney (o forse è l’unica a dire quello che pensa a questo punto, visto che in pochi sono entusiasti di queste lezioni) e se ne va. E credo proprio si cancellerà da quel corso!
COme al solito le fedeli della professoressa dicono che lei aveva previsto anche questo quando ha detto che “verso Pasqua, uno di noi ci lascerà per sempre”.

Le vacanze di Pasqua sono intense per tutti, ci sono una moltitudine di compiti, Ron cerca di aiutare Hagrid e Fierobecco, Harry si deve allenare duramente per la finale di Quidditch.
Essendo i Serpeverde avanti di 200 punti, non avrebbero solo dovuto vincere, ma Harry avrebbe dovuto prendere il boccino (che vale 150 punti) solo se i Grifondoro avessero avuto più di 50 punti di vantaggio.
I Grifondoro non vincono il trofeo da quando Charlie Weasley era cercatore. Charlie è il secondo fratello di Ron in ordine di età, quindi secondo me sono passati più o meno 7/8 anni.
Abbiamo comunque davanti una sfida che va ben oltre lo sport, Harry e Draco si odiano e chi perde si sentirà davvero umiliato.

La partita va alla grande, c’è davvero molta tensione, come quando guardo giocare l’Italia ai mondiali o agli europei: non me ne frega niente dello sport finché non arriva una finale importante.
Insomma, i Grifondoro vincono e siamo tutti super felici soprattutto perché Draco ha perso. Punto.

Ci sono due cose che sottolineerei nel capitolo:
1. Harry che arrossisce quando Cho gli augura buona fortuna.
2. Harry vede Grattastinchi gironzolare nel prato fuori dal castello in compagnia di un enorme cane nero peloso! Sogno? Realtà? Credo che lo scopriremo presto!
Grattastinchi deve essere un gatto speciale!

Come vi è sembrato il capitolo?

La fattoria degli animali di George Orwell

La fattoria degli animali è un romanzo allegorico/satirico scritto da George Orwell e pubblicato nel 1945.
Racconta in maniera critica, attraverso la vita di animali rivoluzionari in un fattoria inglese, la rivoluzione russa e il seguente regime totalitario di Stalin in Unione Sovietica.

Ecco i passaggi da sottolineare:

“Nessun animale d’Inghilterra è libero. La vita degli animai è sofferenza e schiavitù: ecco la nuda verità.”

“Il frutto del nostro lavoro ci viene quasi interamente sottratto dagli esseri umani. Questa, compagni, è la causa di tutti i nostri problemi. Si può riassumerla in una sola parola: l’Uomo. L’Uomo è l’unico vero nemico che abbiamo. Eliminiamolo dalla scena, e la causa prima della fame e del superlavoro sarà abolita per sempre.”

“I sette comandamenti:
1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico.
2. Tutto ciò che va su quattro gambe o possiede ali è amico.
3. Nessun animale indosserà vestiti.
4. Nessun animale dormirà in un letto.
5. Nessun animale berrà alcolici.
6. Nessun animale ucciderà un altro animale.
7. Tutti gli animali sono uguali.”

“Nessuno crede fermamente come il Compagno Napoleone che tutti gli animali sono uguali. Lui sarebbe fin troppo felice di lasciarvi prendere da soli le vostre decisioni. Ma qualche volta potreste prendere le decisioni sbagliate, compagni; e allora cosa succederebbe?”

Il cavallo Boxer al maiale Piffero “Perché quegli spari?”
“Per celebrare la nostra vittoria!”
“Quale vittoria?”[…]
“Come quale vittoria, compagno? Non abbiamo forse respinto il nemico dal nostro suolo… dal sacro suolo della Fattoria degli Animali?”
“Ma quelli ci hanno distrutto il mulino. Ci era costato due anni di lavoro!”
Che importa? Ne costruiremo un altro, di mulino. Costruiremo sei mulini, se ne avremo voglia. Tu non ti rendi conto, compagno, della magnifica impresa che abbiamo compiuto. Il nemico aveva occupato questa terra, la stessa su cui ora poggiamo i piedi. E adesso – grazie alla guida del Compagno Napoleone – l’abbiamo riconquistata fino all’ultimo palmo!”
“Quindi ci siamo ripresi quello che già era nostro” disse Boxer.
“In questo sta la nostra vittoria” disse Piffero.

“Tutte le razioni subirono un’ulteriore riduzione, eccetto quelle dei maiali e dei cani. Un’uguaglianza troppo rigida, spiegò Piffero, sarebbe stata contraria ai princìpi dell’Animalismo.”

“Poteva darsi che la loro vita fosse dura e che non tutte le speranze si fossero realizzate; ma erano consapevoli di essere diversi dagli altri animali. Se soffrivano la fame, non era per nutrire dei tirannici esseri umani; se lavoravano sodo, almeno lo facevano a proprio vantaggio. Nessuna creatura, fra loro, camminava su due gambe. Nessuna creatura chiamava un’altra Padrone. Tutti gli animali erano uguali.”

“Beniamino accettò di venir meno alle proprie regole e lesse per lei ciò che era scritto sul muro. Non c’era scritto più niente, se non un unico Comandamento che diceva:
TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI.
MA ALCUNI ANIMALI SONO PIÙ UGUALI DEGLI ALTRI.”

Un umano parla al maiale (capo) Napoleone:” ´Se voi dovete tener a bada i vostri animali inferiori,`disse ´noi dobbiamo pensare alle nostre classi inferiori!`
Quel bon mot scatenò uno scoppio di risa lungo l’intera tavolata; e allora Pilkington si complimentò di nuovo con i maiali per le scarse razioni, i lunghi orari di lavoro e la generale assenza di mollezze che aveva osservato nella Fattoria degli Animali.”

“Non c’era più alcun dubbio su ciò che era successo alla faccia dei maiali. Dall’esterno le creature volgevano lo sguardo dal maiale all’uomo, e dall’uomo al maiale, e ancora dal maiale all’uomo: ma era già impossibile distinguere l’uno dall’altro.”

Alla fine del libro vi è una postfazione (che sarebbe dovuta essere l’introduzione), un saggio dal titolo La libertà di stampa in cui Orwell accusa l’Inghilterra di vigliaccheria intellettuale.

Ecco alcuni passaggi che ho sottolineato:

“Nel nostro Paese il peggior nemico che uno scrittore o un giornalista si trova ad affrontare è la vigliaccheria intellettuale, e non mi pare che il fatto sia dibattuto come merita.”

“Non che sia precisamente vietato dire questa o quella cosa, però non sta bene dirla, proprio come nel periodo vittoriano non stava bene menzionare i pantaloni in presenza di una signora. Chiunque sfidi l’ortodossia dominante viene ridotto al silenzio con sorprendente efficacia.”

“Nelle lotte interne ai vari paesi occupati, la stampa britannica si è schierata quasi senza eccezione dalla parte delle fazioni sostenute dai russi, calunniando quelle rivali e sopprimendo spesso a tal fine delle prove rilevanti.”

“Molti non capiscono che stanno incoraggiando metodi totalitari che un giorno potrebbero essere usati contro di loro anziché a loro vantaggio. Se imprigionare i fascisti senza processo diventa una prassi normale, non è detto che la cosa continui a limitarsi ai fascisti.”

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. CAP 14: L’ira di Piton

Capitolo ricco di avvenimenti questo!
Cerchiamo di affrontarli tutti.
Sirius Black è riuscito ad entrare nella torre Grifondoro grazie a Neville che aveva scritto su un foglietto le parole segrete. Ha lacerato una parte delle tende del letto di Ron; Ron si sveglia, urla e Black scappa. Strano no? Un pluriassassino fermato dall’urlo di un ragazzino? Anche secondo Ron e Harry è strano.
Comunque ovviamente la sorveglianza è ai massimi livelli ora. Neville è in super castigo. Sir Cadogan viene licenziato e ritorna la signora Grassa anche se è terrorizzata. Tutti gli ingressi sono chiusi. Tutti tranne quello che conosce Harry.

E Harry da furbone quale è non va di certo a dire a qualcuno che c’è quel passaggio. Altrimenti come fa a farsi la sua bella passeggiata a Hogsmeade? Ora, capisco che è un ragazzino, però dai, quanto sei incosciente?

Hagrid invita Harry e Ron nella sua capanna e subito loro si accorgono di essersi completamente dimenticati di aiutare Hagrid con il processo contro Fierobecco. Bravi, pensate solo alla Firebolt e ai dolci di Zonko!
Hagrid però non li rimprovera per non averlo aiutato, li rimporvera per aver lasciato da sola Hermione! Per aver pensato che un topo fosse più importante di un’amica. E per imputare a un gatto una colpa che è naturale per un gatto!
Hermione sì che ha aiutato Hagrid, tra l’altro. Ma vediamo alla fine del capitolo che, purtroppo, il suo aiuto è stato inutile. Fierobecco verrà giustiziato.

Nel frattempo si può andare a Hogsmeade e Ron e Harry sono più incoscienti che mai, visto che entrambi sono in pericolo a questo punto!
harry si porta il mantello dell’invisibilità, ma qualcosa va storto quando sta facendo uno scherzo a Malfoy e scagnozzi vicino alla Stamberga strillante, la casa più infestata della Gran Bretagna.. La sua testa esce dal mantello.
Harry corre al castello appena in tempo per essere torchiato da Piton, che trova nelle sue tasche caramelle e la mappa del malandrino. Non riesca a capire cos’è, visto che la mappa di prende gioco di lui. Ma manda a chiamare Lupin, forse perché pensa che sia magia oscura e lui è professore di Difesa contro le arti oscure? Non mi sembra però una cosa molto logica. Piton è un bravissimo professore, che ha sempre voluto insegnare Difesa contro le arti oscure, e potrebbe occuparsene lui stesso.
Comunque Lupin salva Harry ma requisisce la mappa del malandrino che evidentemente conosce molto bene. Gli fa una lavata di capo che si merita davvero tanto dicendogli che la mappa può cadere nelle mani di Black, che non gli importa della sua vita nonostante i suoi genitori abbiano sacrificato la loro per lui.

C’è una cosa da aggiungere: già sapevamo che James Potter ha salvato la vita a Piton e lui non sopporta di essere in debito con uno come Potter. Ora si aggiunge un tassello: James, con i suoi amici, stava tendendo uno scherzo mortale a Piton. Solo per scrupolo gli ha salvato la vita, insomma, per non finire nei guai!

Ecco, per l’incoscienza direi che Harry e suo padre si assomigliano davvero tanto!