Cronache della Val di Cecina di Vittorio Cotronei

Scrivo questi pensieri a cuor leggero, visto che la Ceccardi ha perso le elezioni regionali in Toscana, regione che mi sta particolarmente a cuore.
Cronache della Val di Cecina di Vittorio Cotronei, edito da MdS Editore, è una raccolta di racconti satirici che serve ad aprire gli occhi, forse in modo un po’ brusco, ma arriva dritta al punto: se voti Lega sei una pecora e se fai parte della Lega sei un cignupo. Questa animalizzazione di certi personaggi mi ricorda tanto La fattoria degli animali di Orwell, quanto Maus di Art Spiegelman. E fa un po’ venire i brividi, se avete letto entrambi.

Conosciamo già il personaggio creato da Vittorio Cotronei, l’ufologo Marino Maltese, protagonista di due romanzi (uno segnalato al Premio Strega 2019) “seri”. Ci tengo a virgolettare la parola per enfatizzare la differenza tra i romanzi e questa raccolta: i primi seguono una storia, bizzara e non convenzionale, nella quale il protagonista risolve misteri nella Val di Cecina. In quest’ultima pubblicazione vediamo, invece, Marino scaraventato in una dimensione parallela assurda (fino a un certo punto), in cui si avverano i peggiori incubi di un anti-leghista (avrei voluto scrivere “di ogni persona mediamente intelligente”, ma mi sono trattenuta). Il nostro, con il suo assistente attempato, tenta in qualche modo di risolvere misteri inspiegabili, con pochi risultati; sembra che questi leghisti siano spesso irrecuperabili.

Cotronei ricorda, a volte in modo decisamente troppo diretto, ogni singolo passo falso, se così vogliamo definirlo, del Carroccio negli ultimi anni. E direi che dovremmo tenerci Le Cronache sempre davanti al viso, perché a quanto pare abbiamo tutti la memoria molto corta (mi ci metto pure io).

Mentre leggevo questi racconti mi rivedevo quando da piccola curiosavo nella libreria di mio nonno e leggevo i suoi libri di Forattini, un fumettista satirico decisamente diretto, come lo è Cotronei con la sua penna.

Consiglio questo libro? Sarà brusco e decisamente troppo diretto, ma a volte uno schiaffo in pieno viso non può che farci bene.

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