I love books: La strana fuga del tempo di Roberto Pinochi

Una calma vacanza alle terme di Montecatini cambia la vita di Giuseppe Verdi e altri protagonisti reali e immaginari.
La strana fuga del tempo di Roberto Pinochi, edito da MdS Editore, si insinua nella vita del Maestro, ormai anziano, e aggiunge un episodio immaginario che ha a che fare con personaggi che somigliano molto a quelli delle sue celebri opere.

Per curare la sua brutta ipocondria, Giuseppe Verdi, con sua moglie e un’amica, si recò per diversi anni, fino alla sua morte, alle terme di Montecatini. Vero anche è il suo viaggio a Londra per la prima de I Masnadieri. Tutto il resto esce con una ricercatezza rara dalla mente di Roberto Pinochi, che già da tempo studia e scrive della storia di Montecatini.

Intriga molto il mistero che si ricostruisce pagina dopo pagina in questo libro, di fogli ritrovati, di un codice segreto, di una certa Margherita. Giuseppe Verdi ne è parzialmente coinvolto per caso durante il suo viaggio a Londra nel 1847. Poi più niente per trent’anni. Sarà Temistocle Solera, librettista del Nabucco, a far riaprire il vaso dei ricordi dell’uomo di Roncole di Busseto.

Il linguaggio usato da Pinochi si confa al tempo, è squisitamente ottocentesco e a volte dialoga con il pubblico, quasi come un cantastorie che cerca di far capire a noi spettatori cosa succede sul palcoscenico. Qua e la si lascia, poi, andare a poesie in prosa dedicate ora al cielo, ora alle delusioni d’amore.

Il tempo dicono sia il medico migliore: una ferita aspetta pazientemente che i lembi strappati si ricuciano e la piaga scompaia sotto le bende; quando queste sono tolte, la carne per un po’ si mostra smaniosa, intimorita, in attesa della guarigione perfetta. Infine, seccati gli umori, non rimane come testimonianza che un esile segno, e solo guardandolo dappresso ci si rammenta della lesione patita e ormai dissolta.

Consiglio questo libro? Sì, sì, sì. Non so voi, ma io adoro le storie inventate incastrate ad hoc in storie reali, di persone che conosciamo. Poi, vabbè, io nutro un certo rispetto per Giuseppe Verdi, ho studiato la sua storia e il suo lavoro all’università, mi sono goduta Rigoletto all’Arena di Verona e quindi mi è proprio piaciuto scoprire cosa s’era inventato Roberto Pinochi.

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