La serie crime della settimana: The Alienist

alienista s. m. e f. [dal fr. aliéniste, der. di aliéné «alienato»] (pl. m. –i), disus. – Medico specialista di malattie mentali.

Un altro pollice in su per Netflix. La serie della settimana non è come le altre che ho raccontato fin qui. L’alienista, innanzitutto, è un poliziesco drammatico in costume. È tratto dall’ omonimo romanzo di Caleb Carr del 1994 che racconta la storia di un serial killer particolarmente violento che agisce nel lower east side di Manhattan intorno al 1986 e di Lazslo Kreisler, un alienista messo sulle sue tracce. The Alienist fa parte di una trilogia di romanzi: L’alienistaL’angelo delle tenebreSurrender New York.

Dakota Fanning è Sara Howard, Luke Evans è John Moore, Daniel Bruhl è il Dr Lazlo Kreisler.

Diciamo che questa serie può essere collocata, da una parte, accanto a Mindhunter, in cui si vede nascere la figura del profiler; infatti, qui vediamo come un team messo insieme alla bell’e meglio, sia in realtà formato da persona con una mentalità più moderna delle altre. Abbiamo un alienista, lo psichiatra di una volta, che riconosce che ci sono persone diverse dalle altre che possono uccidere per il puro gusto di farlo; Sara Howard, una segretaria di polizia che vuole essere la prima donna detective; un illustratore capace di ritrarre anche il minimo dettaglio di un corpo in decomposizione; due medici ebrei amanti degli esperimenti, che capiscono l’importanza delle impronte digitali, dei residui di polvere da sparo, della forma delle ferite e chi più ne ha più ne metta.
Da un’altra parte possiamo associare la serie a tutte quelle serie e a quei film ambientati nello stesso periodo, la fine dell’Ottocento (come The Knick, per esempio), un periodo davvero particolare per la storia degli Stati Uniti, fatto di personaggi importanti, grandi invenzioni, sconvolgimenti culturali. Vediamo, infatti, in The Alienist, un giovane Theodor Roosvelt, futuro presidente degli Stati Uniti. Viene citato Sigmund Freud che proprio in quegli anni rivoluzionava la psicologia. La stessa Sara Howard, una dei tre protagonisti, è ispirata ad una donna veramente esistita, Isabella Goodwing, che nel 1912 divenne la prima donna detective della storia.

Purtroppo, gli Stati Uniti di fine Ottocento non sono solo teatro di grandiose scoperte e indimenticabili eventi. Questa serie racconta anche la realtà nuda e cruda.
Le atmosfere sono nebbiose, quelle di una sporca New York, violenta fino all’inverosimile, in cui chi ci rimette sono i poveri ragazzini, costretti a prostituirsi. È questo il luogo in cui una persona senza scrupoli, un mostro, inizia ad ucciderli uomo per uno.

Una serie davvero ben fatta e che avrà un sequel, dal titolo The Angel of Darkness, basato, quindi sul secondo libro della trilogia di Carr. Personalmente, non vedo l’ora di vederlo.
Non ho l’abitudine di dare stelline a serie tv e film, ma, se lo facessi, questa se ne meriterebbe 5 su 5.

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