Il buio oltre la notte di Michael Connelly

Quarantena o non quarantena, tempo o non tempo, io consigli a tutti di leggersi i libri di Michael Connelly. In ordine, però. E’ molto importante seguire la storia personale dei protagonisti che corre al di sotto dei casi da risolvere. Spesso, poi, la situazione personale del protagonista ci si interseca pure con i suoi casi.
Per cui, prima di proseguire con la lettura di questo articolo, se non avete già letto i libri precedenti (o visto la serie tv Bosch), vi consiglio di iniziare da questo mio vecchio articolo: “L’inizio di Michael Connelly”.

Scritto ciò, parliamo di Il buio oltre la notte. Devo dire che questo libro ha reso davvero ben speso il tempo che ho passato sui libri precedenti. In questo libro si incontrano diversi protagonisti dei libri di Michael Connelly (ché lui mica usa sempre e solo Harry Bosch!).
In questo capitolo troviamo Harry Bosch alle prese con una testimonianza in tribunale davvero difficile, perché lui è praticamente l’unica arma che ha l’accusa contro un caso di omicidio. Deve, quindi, fare il suo dovere in modo impeccabile.
Vediamo, però, che entrano in campo tre attori di libri precedenti: Terry McCaleb e Jaye Winston, che abbiamo già incontrato in Debito di sangue, e Jack McEvoy, che abbiamo visto in Il Poeta.

Terry McCaleb è un ex agente dell’Fbi, in pensione per un trapianto di cuore, esperto di profiling. Jaye Winston è una detective della Omicidi di Los Angeles e Jack McEvoy è un giornalista trasferito da qualche anno a Los Angeles.

Trama.

Harry Bosch è impegnato in un caso che ha sconvolto l’intera Los Angeles: un famoso regista è accusato di aver assassinato una giovane attrice dopo averla violentata. Nel frattempo Terry McCaleb è costretto a interrompere il suo soggiorno sull’isola di Catalina, richiamato da una sua collega per un nuovo caso: un omicidio firmato, il cui unico indizio sembra essere la statua di plastica di un gufo trovata sul luogo del delitto. Seguendo il filo delle sue indagini, McCaleb arriva a collegare questo caso con l’assassinio dell’attrice a cui lavora Bosch e capisce di avere a che fare con uno dei serial killer più spietati degli ultimi decenni. Ma qualcosa gira storto e Bosch si trova, suo malgrado, a doversi difendere dal più atroce dei sospetti.

Penso che Michael Connelly stia crescendo (stiamo parlando dell’anno 2001, quando è stato scritto il libro), vuole entrare nel profondo dell’animo dei suoi personaggi. E più si addentra, più tutto si fa oscuro, tanto che alla fine ciò che rimane è oscurità, senso di inquietudine. Harry Bosch è intrigante, complicato, oscuro, proprio come il suo omonimo pittore del ‘400 (protagonista della rubrica di lunedì scorso di (he)Art) Hieronymus Bosch. E proprio la dicotomia pittore fiammingo/poliziotto, tiene in piedi un racconto spaventoso e inebriante da leggere tutto d’un fiato.

Raccomandato? Sì, sì, sì, ma solo dopo aver letto gli altri precedenti. Non tutti, quelli importanti sono:

  • La memoria del topo
  • Ghiaccio nero
  • La bionda di cemento
  • L’ombra del coyote
  • Il poeta
  • Musica dura
  • Debito di sangue
  • Il ragno

Ho letto anche io questi in quest’ordine, ho lasciato da parte altri con protagonisti diversi e che non tornano.

Cosa pensate voi di Michael Connelly e di questo libro in particolare?

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