#domenicacrime: IL collezionista di ossa

Più che domenica crime dovrei forse chiamarla domenica-nostalgia-di-film-thriller-anni-90-inizio-2000, ma vabbé.
Questa settimana vi schiaffo davanti agli occhi il bel Denzel Washington e la bella ANgelina Jolie, in un thriller criticato da molti per essere il solito thriller all’americana su un solito serial killer: a me Il collezionista di ossa di Phillip Noyce è piaciuto. Insieme a tutti gli altri soliti thriller americani sui soliti serial killer.

Perché alla fine cosa è più bello del vedere una mente malata al lavoro? Di cercare di capire, fallendo, fin dove può spingersi la cattiveria e il delirio umano? A me rilassa molto vedere questo tipo di film. No, non sono da TSO, grazie a film come questi mi estranio per un momento dalla realtà, che so non essere delle migliori, ma un film come questo è paragonabile a un puzzle da risolvere, che immancabilmente non risolverai e che ti impegna la mente per due ore.

Il collezionista di ossa è un film thriller del 1999, tratto dall’omonimo romanzo di Jeffery Deaver di un paio d’anni prima.

Trama.

Pur sull’orlo del suicidio, Lincoln Rhyme, ex poliziotto e noto criminologo affetto da tetraplegia, accetta di occuparsi di un serial killer che lascia ogni volta tracce che portano dritto al luogo del delitto successivo dove la polizia arriva regolarmente in ritardo. 

La forma è quella de La finestra sul cortile di Hitchcock: uomo che non può muoversi e vede tutto dal suo letto/poltrona.
La regia è tecnicamente ben costruita, la suspense arriva al momento giusto, le inquadrature sono molto buone.
Tutti dicono che i personaggi sono stereotipati. Beh, come in ogni thriller abbiamo:

  • un detective intelligentissimo, con problemi personali, molto arguto, che come nella storia della tartaruga e la lepre, sembra sempre non farcela e poi vince;
  • un’agente giovane, alle prime armi, che un po’ s’impressiona, ma che alla fine sarà indispensabile;
  • un serial killer malato, superintelligente, che crea puzzle impossibili, che uccide diverse persone prima di essere catturato, che ha un suo stile personale.

Se la vediamo così, ogni singolo thriller è stereotipato. Per me è semplicemente il brodo primordiale standard da cui nascono i principali film thriller. Ce ne sono poi altri fatti in modo diverso.
Quindi, invece di definirlo stereotipato, possiamo semplicemente definirlo standard.

Lo consiglio? Certo che sì, ma credo che vi consiglierei ogni produzione americana fatta a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, sono fatta così!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...