#domenicacrime: Kojak

Oggi torniamo alle serie tv crime: KOjak o Il tenente KOjak è una serie tv degli anni 1973-78 composta da 5 serie e 118 episodi. L’episodio pilota è in realtà un film che ha preceduto la serie vera e propria e si intitola Tenente Kojak il caso Nelson è suo (The Marcus Nelson Murders).

Theodore Kojak, detto Theo(interpretato da Telly Savalas), è un duro e incorruttibile tenente greco-americano della polizia del tredicesimo distretto di Manhattan. Ha una passione sfrenata per i leccalecca. E’ molto duro con i criminali che persegue e, nonostante il successo televisivo, il personaggio fu molto criticato per questo. Spesso va un po’ al di sopra delle regole per acciuffare i delinquenti.

Agli inizi degli anni ’70 la Universal Television chiese ad uno sceneggiatore di creare una sceneggiatura basata su una storia vera, quella degli omicidi di Emily Hoffert e Janice Wylie, due donne violentate e uccise nel loro appartamento di Manhattan nel 1963. Di questo doppio delitto fu ingiustamente accusato un giovane afro-americano, a cui fu estorta illegalmente una confessione. Il giovane fu poi prosciolto da ogni accusa solo dopo l’intervento di un secondo team di detective che riuscirono a scovare il vero colpevole, un tossicodipendente portoricano. Venne sviluppato un progetto police procedural che si concentrò sui pregiudizi razziali e sui diritti civili degli indagati e dei testimoni. Il risultato fu il film per la televisione del 1973 Tenente Kojak il caso Nelson è suo, da cui poi ne derivò tutta la serie.

Curiosità: All’inizio Kojak fuma spesso sigarette. Ma le pubblicità delle sigarette erano state bandite dalla televisione americana e la lotta contro il fumo cominciò a diventare comune, quindi Kojak inizia ad usare leccalecca dall’ottavo episodio della prima stagione: Kojak accende una sigaretta ma ci ripensa e si infila un leccalecca in bocca. Quando un altro detective gli chiede del leccalecca Kojak dice: “Sto cercando di colmare il divario generazionale”. Il leccalecca divenne un marchio di fabbrica del personaggio, anche se non smise mai di fumare.

Consiglio la serie? Assolutamente sì, non si può lasciare andare una pietra miliare della tv della seconda metà degli anni 70.

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